Jag Panzer – Recensione: Casting The Stones

Nuova release per i power metallers americani Jag Panzer, band attiva dal 1983 e autrice di ottimi platter di genere (ricordiamo il debut ‘Ample Of Destruction’ –1984- o il più recente ‘The Age Of Mastery’-1998-) ma che per circostanze avverse non è mai riuscita a porsi sotto la luce dei riflettori. A breve distanza dalla pubblicazione di ‘Chain Of Command’ (album datato1987 che per problemi contrattuali con la Island Records non vide mai la luce), i Panzer presentano un disco questa volta tutto nuovo, una release nella quale è immediatamente riconoscibile il trade mark sonoro della band. Non aspettatevi dunque grandi sorprese o brusche inversioni di marcia, il sound dei giganti del Colorado è sempre quello: riff monolitici ma capaci di ampio respiro melodico tessuti dalla coppia di axe men Mark Briody / Chris Broderick, la sezione ritmica tellurica composta dal bassista John Tetley e dall’ottimo drummer Rikard Stjernquist e le vocals profonde ed espressive dell’ex Riot Harry Conklin. ‘Casting The Stones’ contiene ottimi episodi, a cominciare dall’ opener ‘Feast Or Famine’ (roccioso esempio di power/speed metal in cui Mark Briody non disdegna del virtuosismo vagamente malmsteeniano), per arrivare ad ‘Achilles’, splendida gemma di epic metal improntato sulle chitarre e dotato di un refrain esaltante che vi ritroverete a canticchiare in men che non si dica. Citiamo inoltre ‘Tempest’, brano veloce e ai limiti del thrash ma arricchito da un inaspettato finale sinfonico, la cadenzata ‘Cold’ e la conclusiva ‘Precipice’, che snodandosi su riff intricati e parti di tastiera d’effetto, si rivela uno dei brani più complessi e ricchi di sfaccettature mai composti dai cinque americani. Durante l’ascolto non manca qualche breve momento di stasi (ad esempio ‘Vigilant’ e ‘Battered & Bruised’, entrambe poco coinvolgenti), ma nell’insieme il nuovo lavoro dei Panzer risulta positivo e coerente con il proprio quid sonoro. Un appuntamento imperdibile per i fan della band, un ascolto consigliato ai fruitori di metal classico.

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01.Feast Or Famine
02.The Mission
03.Vigilant
04.Achilles
05.Tempest
06.Legion Immortal
07.Battered & Bruised
08.Cold
09.Starlight’s Fury
10.The Hearkening
11.Precipice


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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