Caronte – Recensione: YONI

Gli emiliani Caronte tornano sul mercato discografico con “YONI”, terzo capitolo della band e termine della trilogia sciamanica dedicata ad Aleister Crowley e alla legge di Thelema. Il four-piece di Parma prosegue nei territori un doom metal macchiato di vecchio stoner dai tratti vintage ed esoterici, che emergono tanto nelle liriche suscettibili di varie chiavi di lettura, quanto nei ritmi lenti e dai suoni asciutti che avvicinano la band ad acts come Saint Vitus, Black Sabbath e Pentagram.

La misteriosa “ABRAXAS” apre le danze macabre e subito valorizza il tono baritonale e narrante di Dorian Bones e i riffoni sludgy, compressi del fratello Tony. La sezione ritmica (abbiamo il terzo Mr. Bones, ovvero Henry al basso e Mike De Chirico alla batteria) segue costante e monolitica senza però far mancare una certa varietà.

Notiamo come la band costruisca delle melodie portanti intense e dal forte sapore epico, come si evince nell’ottima “Promethean Cult”, in cui una voce ruvida recita un misterioso mantra e ancora in “The Moonchild”, pezzone granitico e memore di certi Candlemass, arricchito da un pregevole assolo di chitarra. La produzione sapientemente “imperfetta”, valorizza l’alone antico del platter ed i suoni leggermente rarefatti.

Uno stoner rock pungente e desertico emerge tra le pieghe di “Ecstasy Of Hecate”, un brano che esce dal coro grazie alla sua natura seventies, mentre “V.I.T.R.I.O.L.” congeda la band con un pezzo ancora orecchiabile ed epico dai tratti sabbathiani. Idee chiare e canzoni semplicemente ben fatte per i nostri Caronte, una band che risveglia un sound antico con personalità, gusto estetico e buonissime doti compositive.

Voto recensore
7
Etichetta: Vàn Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. ABRAXAS 02. Ecstasy Of Hecate 03. Promethean Cult 04. Shamanic Meditation Of The Bright Star 05. TOTEM 06. The Moonchild 07. V.I.T.R.I.O.L
Sito Web: https://www.facebook.com/ferociailluminata/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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