Carl Dixon – Recensione: Unbroken

Dopo la ristampa dell’esordio solista “One”, l’etichetta AOR Heaven propone un lavoro nuovo di zecca firmato da Carl Dixon, frontman dei Coney Hatch con un passato anche in The Guess Who e April Wine: in “Unbroken” maneggia con la sicurezza del veterano una proposta musicale che, mettendo da parte la vena country del sorprendente predecessore “Whole ‘Nother Thing”, rispolvera le tinte di melodic hard rock con cui sono familiari sia lui sia chi ha scritto le musiche delle canzoni contenute nell’album. Si tratta di Robby Boebel, già con Frontline e Phantom V, che ha letto in maniera intelligente storia e sensibilità di Dixon per cucire e suonare (non è lo stesso Dixon, strano a dirsi, ad occuparsi delle chitarre) pezzi perfetti per lui, autore a sua volta di testi molto personali.

Il risultato è un lavoro vigoroso e sincero, con sferzate di chitarra e ricerca melodica che si inseguono e si incrociano in maniera quasi sempre efficace, raggiungendo bei momenti di intensità nel sapore malinconico di “Every Step Of The Way”, nel robusto rock crepuscolare di “This Isn’t The End”, nella cavalcata “Drive Just Drive”. Per tutta la durata dell’album colpiscono l’energia e la voglia di graffiare di Dixon, una carriera trentennale di grandissima sostanza che evidentemente non è sinonimo di appagamento, anzi.  Una forza che qui si traduce in musica e che dieci anni fa gli è servita a superare i traumi di un terribile incidente automobilistico. Forse anche nella necessità di reagire a quell’episodio va ricercato il motivo di una proposta così pulsante e sentita: come rispondere meglio che con una manciata di canzoni di sano e potente hard rock?

Etichetta: AOR Heaven

Anno: 2019

Tracklist: 01. Can’t Love A Memory 02. Bowl Me Over 03. Nothing Lasts Forever 04. Every Step Of The Way 05. Summer Nights 06. All My Love And Hopes For You 07. This Isn’t The End 08. Drive Just Drive 09. Roll The Dice 10. Keep The Faith 11. Unbroken
Sito Web: https://www.carldixon.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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