Cannibal Corpse – Recensione: The Bleeding

The Bleeding” costituisce l’ultima testimonianza dei Cannibal Corpse con Chris Barnes alla voce prima dell’arrivo di George “Corpsegrinder” Fisher. Diciamo subito che non poteva esserci lascito migliore, dal momento che il quarto disco della band di Buffalo è a detta di molti uno dei migliori capitoli nella storia del gruppo, al pari del precedente “Tomb Of The Mutilated”. Se quest’ultimo rappresentava il lato più selvaggio e animalesco del combo americano, nel presente lavoro il brutal death dei nostri si fa per certi versi (e compatibilmente con le caratteristiche dell’ensemble di cui stiamo parlando!) più assimilabile e ragionato.

L’inizio con “Staring Through The Eyes Of The Dead” è subito bello tosto, essendo la opener un brano non sempre velocissimo, ma massiccio e schiacciasassi come solo i Cannibal Corpse ne sanno realizzare. Si fa poi davvero sul serio con l’annichilente “Fucked With A Knife”, un terremoto che varrebbe il prezzo del biglietto solamente per il suo fenomenale stacco di basso a pochi secondi dalla partenza della canzone. “Stripped, Raped And Strangled” a seguire è quindi leggenda: questo pezzone, immancabile ai concerti della band, è infatti magistrale nel suo crescendo e nei suoi improvvisi scoppi di violenza.

L’inconfondibile stile di questi portabandiera del death metal più brutale non si limita comunque alle tracce più famose del lotto, bensì acquisisce una forma accurata attraverso tutti i solchi della presente opera. “Pulverized” è una raffica di mitra, “The Pick-Axe Murders” un’irresistibile cavalcata lanciata senza freni dalle chitarre di Jack Owen e Rob Barrett, in cui a metà brano fa di nuovo capolino con uno dei suoi virtuosi giri di basso Alex Webster. Le bacchette di Paul Mazurkiewicz dettano tempi scatenati anche sull’ottima “She Was Asking For It” e sulla title track, pure le conclusive “Force Fed Broken Glass” e “An Experiment In Homicide” non lasciano il minimo scampo.

The Bleeding” è il disco con cui i Cannibal Corpse confermano e consolidano la propria fama di maestri indiscussi del brutal death. A più di vent’anni di distanza l’album rappresenta tuttora uno dei migliori lavori della band, il tipico platter da consigliare a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al gruppo di Buffalo. A noi che già li conosciamo e apprezziamo da tempo, non resta invece che continuare a goderci questa irripetibile sequela di sublimi mazzate!

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Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 1994

Tracklist: 01. Staring Through The Eyes Of The Dead 02. Fucked With A Knife 03. Stripped, Raped And Strangled 04. Pulverized 05. Return To Flesh 06. The Pick-Axe Murders 07. She Was Asking For It 08. The Bleeding 09. Force Fed Broken Glass 10. An Experiment In Homicide
Sito Web: http://cannibalcorpse.net/

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