Bush – Recensione: Razorblade Suitcase

Sono passati due anni da “Sixteen Stone”, il debutto discografico dei Bush uscito nel 1994, ma i paragoni con i Nirvana non si sono sopiti con l’uscita del nuovo album in studio “Razorblade Suitcase”. Anzi possiamo dire che in questo nuovo lavoro le analogie con la formazione capitanata da Kurt Cobain sono aumentate, innanzitutto entrambe le band si sono avvalse della collaborazione di un grande produttore come Steve Albini e anche il sound è diverso rispetto agli album precedenti, vedi “In Utero” rispetto a “Nevermind” e questo “Razorblade Suitcase” rispetto “Sixteen Stone”.

Se su “Sixteen Stone” a dar manforte e originalità all’irruenza del grunge c’era una grande base melodica e radiofonica in questo dischetto i toni si fanno più cupi, con un sound tagliente e ruvido. A confermare quanto appena detto ci pensa l’incalzante opener “Personal Holloway” e “Greedy Fly” dall’incedere dark e cadenzato che sfocia in un post grunge potente e abrasivo. “Swallowed” è il primo singolo e video ed è anche una delle composizioni più ruffiane e melodiche di questo platter, scelta vincente che riporta il nome dei Bush alla ribalta specialmente negli Stati Uniti dove la band da sempre riscuote ottimi consensi.

Insect Kin” è uno dei pezzi più aggressivi e tirati dell’album, mentre in “Cold Contagious” troviamo il binomio vincente parte iniziale lenta  dal retrogusto dark che sfocia poi nella seconda parte in un gustoso e roccioso amalgama sonoro supportato al meglio da riff chitarristici incisivi e graffianti. “Mouth” è l’episodio più vicino al sound dei Nirvana caratterizzato da  stop and go continui, vocal al vetriolo e una ritmica precisa ed incessante. “Straight No Chaser” è una intensa e vincente ballata elettrica che sa essere delicata al punto giusto, mentre l’altra ballata presente in questo “Razorblade Suitcase” è “Bonedriven” scelta anche come ultimo singolo e che riesce a scalfire gli animi di molti estimatori del grunge più oltranzista.

Distant Voices” chiude questo secondo lavoro che sebbene arriva al primo posto nella classifica di Billboard non riesce a bissare il successo del debutto. Probabilmente le ragioni sono molteplici, in primis questo disco è meno immediato e radio-friendly rispetto al predecessore, c’è un maggior gusto per la sperimentazione e necessita di più ascolti per essere compreso al meglio, ma bisogna anche sottolineare che tutto il clamore suscitato dal movimento grunge è ormai nella fase discendente e che a breve nuovi trend e tormentoni stanno per affacciarsi all’orizzonte. Rimane il fatto che questo “Razorblade Suitcase” è stato sottovalutato per troppo tempo sia dalla critica che dai fan in genere ed è un vero peccato.

Bush-Razorblade Suitcase

Etichetta: Trauma Records/Interscope Records

Anno: 1996

Tracklist: 01. Personal Holloway 02. Greedy Fly 03. Swallowed 04. Insect Kin 05. Cold Contagious 06. A Tendency To Start Fires 07. Mouth 08. Straight No Chaser 09. History 10. Synapse 11. Communicator 12. Bonedriven 13. Distant Voices
Sito Web: http://bushofficial.com/

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