Burning Witches – Recensione: Dance With The Devil

Ormai in giro da qualche anno le Burning Witches sono fiere portabandiera dell’heavy metal più tradizionale. Il loro stile è infatti abbondantemente influenzato dalla scena degli anni ottanta, da cui pescano a piene mani sia per quanta riguarda la musica che per l’immagine tutta pelle e borchie. Non stupisce quindi che la band punti molto sulla fisicità, sputando riff compatti e ritmiche sempre all’assalto, accompagnando il tutto con le vocals acide, aggressive, urlate e quasi spettrali della nuova cantante Laura Guldemond. È proprio lei la maggior differenza riscontrabile rispetto alle altre uscite, visto che Seraina Telli, la precedente singer, proponeva un timbro e uno stile più classicamente ottantiani, accostabile a quello di una Doro Pesch. Preferire un approccio o l’altro è più una questione di gusto personale, ma in qualche modo l’ascolto di “Dance With The Devil” mi lascia l’idea che la Guldemond abbia si buone intuizioni interpretative, ma anche spazio di ulteriore miglioramento.

Nella loro prevedibilità le canzoni mostrano comunque una discreta maturità compositiva, soprattutto in “Sea Of Lies”, sempre d’impatto, ma con una struttura più ragionata e un bel lavoro di Sonia “Anubis” Nusselder alla chitarra (una costante del disco, soprattutto negli assoli). Ed anche nella riuscita “Lucid Nightmare”, piuttosto veloce, ma anche oscura e azzeccatissima nell’interpretazione vocale (con qualche vago rimando King Diamond/Mercyful Fate). Altri brani, come “Wings Of Steel” o la title track , sono invece semplicemente alla ricerca di immediatezza e di un sano headbanging. Riuscendo perfettamente nel loro intento. Evitabile invece la cover di “Battle Hymn” posta a fine scaletta. Nonostante la presenza come ospiti di Ross The Boss e Michael Lepond è difficile reggere il confronto con un brano manifesto del genere… e onestamente le Burning Witches non ci riescono. Nel suo insieme “Dance With The Devil” è però sicuramente un valido lavoro heavy metal, ben confezionato e suonato, che va ascoltato senza troppe pretese, ma che mantiene quello che promette.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2020

Tracklist: 01. The Incantation 02. Lucid Nightmare 03. Dance with the Devil 04. Wings of Steel 05. Six Feet Underground 06. Black Magic 07. Sea of Lies 08. The Sisters of Fate 09. Necronomicon 10. The Final Fight 11. Threefold Return 12. Battle Hymn

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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