Adimiron – Recensione: Burning Souls

Esordio col botto, si direbbe, dei pugliesi Adimiron. Il loro primo full-length ‘Burning Souls’, pubblicato dalla Karmageddon Media, è uno splendido esempio di come la scena metal italiana sia attiva ed abbia la capacità di assimilare le influenze (non solo straniere) senza esserne schiava, creando un sound molto personale. Il four-piece brindisino, gia dalle note dello strumentale d’apertura ‘Delirium Tremehens’, mostra come la base del death melodico svedese venga reinterpretata con una maggiore aggressività e tecnicismo da parte del chitarrista Alessandro Castelli, che mischia certe evoluzioni tecniche americane (i repentini stacchi ricordano alcuni passaggi degli Atheist di ‘Piece Of Time’) alla tipica aggressività svedese. Sono però brani come la ferocissima ‘New Day Denied’, la strutturata ed espressiva ‘Cold Suffering’ e la quasi epica ‘Obsessive Insanaty’ a mostrarci una formazione che si riallaccia anche a band fondamentali, come i Sadist di ‘Above The Light’, per il mood teso e classicheggiante di molti assoli di chitarra che spezzano la corsa nel vuoto cosmico portata avanti dalla splendida sessione ritmica formata dalle pelli di Davide Carotenuto (da incorniciare la sua prova per fantasia, forza e gusto) e dal basso di Davide Corlianò. Per tutto l’album ci troviamo di fronte ad una perfetta fusione tra At The Gates di ‘Slaughter..’, i Dark Tranquillity più progressivi e sinfonici ed i Soilwork di ‘Steelbath Suicide’, con l’aggiuntà, però, di una forte personalità, che riesce, in brani come la già citata ‘Obsessive Insanaty’, a regalare sprazzi di luce in una tempesta di oscuro vento stellare. Unica piccola pecca, assieme ad alcuni frangenti leggermente derivativi dei brani (qualche incipit) la produzione della devastante voce di Leonardo Gioia che non sempre rende giustizia alla bella performance del singer pugliese, causa la mancanza di alcuni effetti che avrebbero valorizzato maggiormente il tutto. Gran bell’esordio per una formazione che emerge di gran lunga sopra la media delle attuali uscite (non solo italiane), con un lavoro che è destinato a rimanere. Da ascoltare, assolutamente.

Voto recensore
7
Etichetta: Karmageddon Media

Anno: 2004

Tracklist:

01. Delirium Tremehens (strumentale)
02. New Day Denied
03. Cold Anxiety
04. Forgotten Memories
05. Suffering Voices
06. Obsessive Insanaty
07. Endless Worlds
08. Unexpected Life


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