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Burning Point – Recensione: The Blaze

I finlandesi riescono a proporre con “The Blaze” il primo vero e proprio album (“Burning Point” del 2015 era una sorta di EP con cinque pezzi nuovi e sei ri-registrati) con la singer Nitte Valo (ex Battle Beast) che dimostra di essere una delle marce in più di questo gruppo che altrimenti rischia di finire nel calderone di un power melodico un po’ anonimo. Gli altri motivi positivi della release sono sicuramente l’esecuzione altamente professionale e la sapienza compositiva di Pete Ahonen (chitarrista ed ultimo componente rimasto della prima line-up) and company.

I Burning Point mettono a frutto un’esperienza ormai quasi ventennale (la fondazione della band risale al 1999) in cui “The Blaze” è solo il sesto capitolo e sfornano un’opera che non teme di unire le sciabolate metalliche della chitarre di Pete e Pekka Kolivuori, in puro stile Judas Priest, a notevoli dosi di melodia interpretate egregiamente dalla personalità evidente della singer.

Grazie al connubio di queste caratteristiche i findandesi riescono ad inanellare un pugno di song che permettono alll’album di uscire da una situazione pericolosa di “già sentito”. Parliamo ad esempio della scoppiettante opener che sforna tutta l’energia delle twin guitar e la carica della frontwoman o ancora la successiva “The Time Has Come”, cadenzata e ultramelodica ma allo stesso tempo incisiva e possente, che corona anche il ruolo del tastierista Jarkko Väisänen che riesce a ricamare le giuste melodie intorno alla voce graffiante della Valo.

La line ritmica di Jussi Ontero (batteria) e Sami Nyman (basso) si ritaglia poi il suo momento di grazia nella tellurica, veloce e frontale “Choas Rising”, mentre le chitarre tornano protagoniste assolute nella priestiana “The King Is Dead Long Live The King”.

Nota di merita alla scelta della cover, ossia “Metal Queen” della regina Lee Aaron, che permette un confronto fra una delle migliori voci femminili del passato con una di quelle che operano oggi; l’approccio heavy rock del pezzo è rimasto abbastanza fedele ma i nostri riescono a interpretare il pezzo con il loro marchio di fabbrinca.

Purtroppo altri pezzi più anonimi, soprattutto quando si cerca la melodica a tutti i costi (vedi “The Lie”) fanno scendere un po’ la media della release che rimane fondamentalmente un lavoro per fan e super-appassionati del genere.

burningpointalbumoct

Voto recensore
6
Etichetta: AFM Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Master Them All 02. The Time Has Come 03. Incarnation 04. My Spirit 05. The Lie 06. Dark Winged Angel 07. Chaos Rising 08. Lost In Your Thoughts 09. Things That Drag Me Down 10. The King Is Dead Long Live The King 11. Metal Queen [bonus track – Lee Aaron cover]
Sito Web: https://www.facebook.com/burningpointfinland

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