Burn After Me – Recensione: Aeon

Secondo album per gli italianissimi Burn After Me (Roberto Frigo alla voce, Niccolò Dagradi e Simone Folino alle chitarre, Jacopo Scopel al basso e Luca Peruzzotti alla batteria) che producono insieme a Simone Mularoni (sempre di base ai Domination Studios) questo “Aeon”: opera ambiziosa, potrà sembrare, prendendo spunto da “La Divina Commedia” di Dante Alighieri e dunque coraggiosa da parte del gruppo che decide di affrontare le tre cantiche attraverso dodici pezzi equamente suddivisi fra Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Due minuti buoni di intro per catapultare l’ascoltatore dentro una selva oscura e far smarrire la via per poi partire con un metalcore pesante e che presenta commistioni col metal moderno, fra tastiere (onnipresenti e che riescono a portare una ventata di freschezza che non può che far ammirare le doti strumentali e di arrangiamento dei Burn After Me) e una sorta di schema ritmico ben delineato fra le varie parti: se nell’Inferno vengono usati trentaduesimi, sedicesimi, sestine e quinte, nel Purgatorio si passa a ottavi, triplette e quarti mentre nel Paradiso quarti, quarti puntinati e triplette, concetti che ascoltando il disco verranno capiti anche da chi non ha mai avuto a che fare col solfeggio, grazie alle capacità del gruppo di trascinare con la propria miscela musicale esplosiva

Un viaggio totale che attraverso gli stili ritmici trasfigura man mano di pari passo come i suoni adottati dagli strumenti e dallo stile vocale che lima le asperità: già all’interno di ogni gruppo di quattro brani si nota una progressione sempre più dedita alla ricerca di derive melodiche che conduce verso il passo successivo (“Lustful” per quanto riguarda l’Inferno e “Chaste Kiss” per il Purgatorio), sublimando il suono in spirali eteree paradisiache a partire da “Beatrix” da dove il suono in generale assume connotati più morbidi, meno distorsioni e vocals più pulite.

I Burn After Me riescono nell’ardua impresa e consegnano un CD ambizioso e riuscito sotto ogni punto di vista, al di là delle barriere di genere: “Aeon” si apprezza dall’inizio alla fine grazie al potere suggestivo dell’opera principale da cui viene preso spunto e grazie alla capacità evocativa della musica che il gruppo ha saputo costruirvi intorno.

Burn After Me - Aeon

Voto recensore
8,5
Etichetta: Nuvi Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Cocytus 02. Chasm 03. Phlegethon 04. Lustful 05. Head Bowned 06. Sewn Shut Eyes 07. Right Fit 08. Chaste Kiss 09. Beatrix 10. Fixed Stars 11. Angels 12. Empyrean
Sito Web: https://www.facebook.com/BurnAfterMe/

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