Buckcherry – Recensione: Time Bomb

E’ il 2001 quando i Buckcherry pubblicano per la Dreamworks il loro secondo album “Time Bomb”, a distanza di due anni dall’eponimo esordio trascinato dal potentissimo singolo “Lit Up”, ascoltatissimo anche in Italia e presente in ogni alternative dancefloor che si rispetti.

Uno street rock sporco e ammiccante, quello proposto dai 5 capitanati dal frontman Josh Todd, una voce vissuta, consumata, che trasuda nottate passate fra sigarette, alcool, vizi e sostanze illegali: una voce vera e quanto di più adatto per questo genere, che rivive i fasti dei giorni che furono, ben supportato da un gruppo che si contraddistingue in particolar modo per la chitarra di Keith Nelson, pronta a fornire la detonazione necessaria alla base incendiaria preparata da JB Brightman al basso, Yogi Lonich alla ritmica e Devon Glenn alla batteria.

Un inizio carico e roboante con “Frontside”, pezzo anthemico e tirato dove vengono subito messe in tavola le carte con le quali si giocherà questa partita: velocità, freschezza e melodie che si stampano in testa da subito, come dimostrato anche dai due rock-boogie successivi, “Ridin’” e la title-track, terremotanti e direttamente dalla strada, con quel suono ruvido e genuinamente rocl.

Certo, ci sono momenti anche più ragionati e dove la vena romanticona prende il sopravvento, vedasi “(Segue) Helpless” che parte acustica e si snoda poi su binari elettrici, la meravigliosa “Without You” che ricorda i Rolling Stones più ispirati e la ghost-track per pianoforte e voce “Open My Eyes”, pronte a mostrare il lato più sensibile e carezzevole dello street.

La controparte è selvaggia, con titoli che sono tutto un programma come “Porno Star”, la scatenata “Whiskey In The Morning”, una traccia che fa immaginare di essere sul Sunset Boulevard come      “Slammin’ “ e la punkeggiante e veloce “Fall”; gemme melodiche e grezze al punto giusto, fra i pezzi migliori dell’album, “Place In The Sun”, “Slit My Wrists” e la tirata “Underneath”.

Il rock perdente, quello fatto di vita on the road e ambizioni da rockstar come da più classico immaginario di donne ed eccessi ha la sua colonna sonora: di sicuro questo “Time Bomb” ne è parte integrante.

Buckcherry Time Bomb

Etichetta: Dreamworks

Anno: 2001

Tracklist: 01. Frontside 02. Ridin’ 03. Time Bomb 04. Porno Star 05. Place In The Sun 06. (Segue) Helpless 07. Underneath 08. Slit My Wrists 09. Whiskey In The Morning 10. Without You 11. Slammin’ 12. Fall 13. Open My Eyes
Sito Web: http://buckcherry.com/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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