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Buckcherry – Recensione: 15

La formazione americana dei Buckcherry nasce nel 1995 e da alla luce due album seminali come l’omonimo debutto del 1999 a cui segue due anni dopo “Time Bomb”, lavoro che però non riesce ad ottenere il riscontro sperato dalla band di Anaheim e che li porta allo scioglimento nell’estate del 2002. Quattro anni dopo il cantante Josh Todd e il fido chitarrista Keith Nelson, gli unici componenti rimasti della formazione originale, decidono di riprovare a scrivere musica con il monicker dei Buckcherry e pubblicano il terzo lavoro in studio intitolato “15”, un album della rivalsa, dal forte spirito rock’n’roll e che convince subito dal primo ascolto. Infatti da questo platter vengono estratti ben cinque singoli che riportano il nome di questi rocker belli e dannati sulla bocca di tutti, fan e addetti ai lavori, in particolar modo oltre oceano e in Giappone.

L’inizio è dirompente con la scheggia impazzita “So Far” in cui non si riesce proprio a rimanere fermi e non da meno la successiva “Next 2 You” un boogie rock inarrestabile ed avvincente, ideale per una corsa a tutta velocità sulla mitica Route 69. “Out Of Line” parte invece sinuosa ed avvolgente per poi sfociare in un rockaccio a stelle e strisce in cui la bontà predomina senz’altro sulla rudezza e questo aspetto viene accentuato ancora di più sulla malinconica “Everything” e soprattutto sulla bellissima ballad “Sorry”, dove i nostri mettono a nudo anche una parte più soft nascosta nei solchi del ruvido sleaze rock di cui sono maestri. E proprio con “Crazy Bitch” si riprende il viaggio della trasgressione con uno dei brani più riusciti di questo “15“, una composizione sculettante e dal testo molto esplicito, ideale colonna sonora per i party più selvaggi e che ottiene un grande successo come singolo.

L’album ha il pregio di non attraversare fasi di rilassamento anche nella parte conclusiva ed offre momenti godibili come la frizzante “Onset” o la cadenzata “Sunshine” a cui non manca quel giusto tocco d’orecchiabilità che la rende vincente e non è da meno neanche la conclusiva ed energetica “Broken Glass” in cui si può leggere tra le righe del disco la volontà dei nostri di sperimentare soluzioni diverse rispetto ai primi due album, rimanendo però ancorati nei canoni street rock del genere. Un album questo “15” che ha il pregio di riportare i Buckcherry sulla cresta dell’onda con composizioni dal forte ed immediato impatto e che al giorno d’oggi sono già diventate dei classici.

Etichetta: Eleven Seven Music

Anno: 2006

Tracklist: 01. So Far 02. Next 2 You 03. Out Of Line 04. Everything 05. Carousel 06. Sorry 07. Crazy Bitch 08. Onset 09. Sunshine 10. Brooklyn 11. Broken Glass
Sito Web: http://buckcherry.com/

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