Chaosbreed – Recensione: Brutal

La old-school del death metal è rimasta aperta da tempo. Ma la prima formazione ad entrare dalla porta principale abbattendo le ragnatele è Chaosbreed, nuova macchina da guerra finlandese messa su da musicisti parecchio conosciuti nell’ambiente. Esa Holopainen e Oppa Laine -entrambi ex Amorphis- rispettivamente alla chitarra e al poderoso basso sprizzano energia e potenza da tutte le corde e a dargli man forte c’è Marko Tarvonen (Mannhai), altra chitarra e Nalle Österman alla batteria (Gandalf), mentre all’armaggedon vocale ci pensa magnificamente Taneli Jarva (ex-Sentenced, voce nei primi tre album). Il risultato è strabiliante e strabordante. Dai Finnvox Studio -e dove sennò?- in collaborazione al mixing e produzione con Santeri Kallio e Niclas Etelävuori -sì, sempre Amorphis- l’esplosione à la Morbid Angel di ‘Wretched Life’ rende benissimo l’idea di dove vogliono andare a parare i cinque. Death metal brutale e diretto. L’interludio centrale della citata opener riesce però a farci capire anche che le passate esperienze riemergono prepotenti e l’atmosfera Amorphis tipica di ‘Black Winter Day’ fa capolino riconoscibile in pieno. Come peraltro l’attacco iniziale di ‘Faces Of Death’, vicinissima ad una ‘Raining Blood’ a caso… Tipico del death metal. Anche se i pezzi sono tutti originali riescono sempre a portare avanti un certo "pensiero-tributo" alle band che hanno fatto la storia di questo genere. Ma ci fa piacere. Fa bene all’anima pensare che esistono ancora personaggi in grado di proporre una musica che sembrava destinata solo a poche grandi classiche cult-band… e invece l’interesse torna a fiorire. Complici e meritevoli dei migliori complimenti sono Uffe Cederlund (Entombed) e l’ex-Grave/Entombed Jörgen Sandström che hanno collaborato in maniera discreta -eppure evidente- sia ai soli di chitarra che alle linee vocali. Va da sé che questo non è un lavoro in cui andare a ricercare originalità e nuove tendenze metal. E’ un ritorno nudo -e soprattutto crudo- alle vecchie e passate glorie di quello che era il death metal di molti anni fa, con gli Entombed di ‘Left Hand Path’, gli Amorphis di ‘Karelian Isthmus’ e ‘Black Winter Day’, i Morbid Angel di ‘Altars Of Madness’ e ‘Blessed Are The Sick’, gli Slayer di ‘Reign In Blood’… I suoni, le distorsioni, i riff, le sezioni di batteria, c’è davvero tutto. L’ep ci aveva anticipato qualche gustosa anteprima, ma il debut è davvero notevole. Lasciarlo lì, sullo scaffale del negozio, non è solo voglia di restare ignoranti. Vuol dire non voler rendere giustizia ai classici del passato.

Voto recensore
8
Etichetta: Century Media / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01 Wretched Life

02 Casket Ride

03 Faces Of Death

04 Mora-lized

05 Rotting Alive

06 Demon Skunk

07 Shitgrinder

08 Symptoms Of The Flesh

09 F/C/D/C

10 An Evil Eye


0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login