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Bruce Dickinson – Recensione: The Chemical Wedding

Nel 1998 i destini di Bruce Dickinson e degli Iron Maiden paiono viaggiare su binari mai così separati. Mentre infatti la Vergine di Ferro attraversa un periodo buio, con nubi sempre più cupe a minacciare l’era Blaze a causa dell’insuccesso di critica e pubblico del deludente “Virtual XI”, l’ex frontman della band inglese vive invece in uno stato di grazia. Ecco allora che appena un anno dopo il già eccellente “Accident Of Birth” il leggendario cantante se ne esce con il capolavoro della propria carriera solista, il qui analizzato “The Chemical Wedding”.

Il disco è un oscuro concept ispirato alla vita e alle opere del grande artista britannico William Blake: un lavoro dove atmosfere e sensazioni dense di mistero, spesso vicine al doom, non impediscono all’ottimo Bruce e alla sua band di esprimersi in una straordinaria collezione di trascinanti pezzi puramente heavy metal. Da segnalare a tal proposito l’eccellente prova alle chitarre, sia in fase di riffing che di assoli, della fenomenale accoppiata Adrian Smith/Roy Z.

Bastano le prime tre tracce per farci capire la caratura dell’album a cui ci troviamo di fronte. “King In Crimson” è un gioiello di velocità, potenza e melodia, “Chemical Wedding” può vantare un ritornello da brividi e “The Tower” beneficia di un attacco di basso e di un incidere ai quali non si può resistere. Si prosegue poi alla grande con l’aspra “Killing Floor” e con la lunga “Book Of Thel”, altra canzone baciata da un refrain spettacolare e da un’irreprensibile interpretazione di Dickinson.

Le dolci ballate “Gates Of Urizen” e “Jerusalem” costituiscono l’anima più intima e delicata dell’opera, “Trumpets Of Jericho” è quindi una cavalcata solenne ed epica, che troveremo in apertura del mitico live “Scream For Me Brazil”. Sul finale si torna a sonorità più massicce con la poderosa “Machine Men” e la rarefatta “The Alchemist”, che in chiusura riprende pure il bellissimo tema della title track. Consigliatissima l’expanded edition del disco datata 2005, arricchita da tre imperdibili bonus track quali l’emozionante “Return Of The King” e le divertenti “Real World” e “Confeos”.

The Chemical Wedding” non sarà uscito negli anni ’80, ma non può non essere considerato un capolavoro dell’heavy metal classico. In tempi non sospetti Bruce Dickinson e compagni mantengono infatti ai massimi livelli una proposta che non stava certo vivendo i suoi anni migliori, consegnando alla storia il proverbiale album da tramandare ai posteri.

Etichetta: Sanctuary Records

Anno: 1998

Tracklist: 01. King In Crimson 02. Chemical Wedding 03. The Tower 04. Killing Floor 05. Book Of Thel 06. Gates Of Urizen 07. Jerusalem 08. Trumpets Of Jericho 09. Machine Men 10. The Alchemist 11. Return Of The King (Bonus Track) 12. Real World (Bonus Track) 13. Confeos (Bonus Track)
Sito Web: https://www.facebook.com/BRUCE-DICKINSON-IRON-MAIDEN-56067577104/

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