Brothers Of Metal – Recensione: Prophecy Of Ragnarock

Imbattendoti in una band dal monicker di manowariana memoria, quale Brothers Of Metal, e in un album d’esordio dall’altisonante titolo “Prophecy Of Ragnarock”, ti aspetti, inevitabilmente, un certo tipo di proposta musicale. Sei convinto di tenere fra le mani il “Grande almanacco sportivo 1950-2000”, invece… Oh Là Là!… resti sorpreso e alquanto disorientato.

Senza ulteriori giri di parole, il platter in questione non trasuda la peculiare epicità di Eric Adams e soci, se non a tratti, e si configura come un disco mediocre sotto tanti aspetti. Il primo fra questi è sicuramente la produzione, non proprio cristallina e dagli esiti altalenanti. I suoni risultano un po’ impastati e a volte caotici; in alcuni frangenti sembra che la batteria sia stata sostituita da un contenitore di plastica vuota. La terza chitarra, il cui suono non è chiaramente percepibile, non aggiunge nulla di più al lavoro svolto solitamente dalle due asce.

L’impressione è che i Brothers Of Metal abbiano dato vita ad una loro personale (voluta? casuale?) reinterpretazione/rivisitazione, dal risultato alquanto zoppicante, di Gods Of War dei Manowar; lo si evince dall’impostazione del disco: il numero delle canzoni (ben 14), i titoli e qualche inframezzo narrato. Le similitudini, però, finiscono qui. La sensazione è che la band svedese non abbia ben chiara la differenza tra propositi e realizzazione: ciò che emerge, alla fin fine, è un heavy/power metal melodico, con sprazzi symphonic e arrangiamenti a tratti dal sapore folk che poco o nulla hanno che a fare con il Ragnarock e i suoi protagonisti. Il mood generale, complice anche un certo uso delle tastiere, ha un che di leggero, se non addirittura di goliardico o scanzonato in stile Gamma Ray, per intenderci. Niente cori magniloquenti o atmosfere epiche, nessuna traccia di quell’oscurità e maestosità che accompagnano solitamente i testi che parlano di mitologia norrena. Insomma, data la materia trattata ci si aspetterebbe un approccio musicale filologicamente più attinente ai contenuti, come da canone.

Nella line-up dei Brothers Of Metal compaiono ben tre cantanti, anche se in realtà i vocalist effettivi sono due: il terzo, Mats Nilsson, si limita a narrare (con esiti talvolta imbarazzanti) alcuni brani di questo concept. La performance di Ylva Eriksson ha uno stile gothic/symphonic (in alcuni passaggi ricorda addirittura Amy Lee degli Evanescence) poco consono a ciò che, nelle intenzioni degli svedesi e dei loro produttori, avrebbe dovuto essere un heavy/power tradizionale. Joakim Lindbäck Eriksson, voce maschile, si limita spesso a fare il verso a Joakim Brodén dei Sabaton.
Nonostante il songwriting non sia brillantissimo e il rischio del “già sentito” sia spesso dietro l’angolo, “Prophecy Of Ragnarock” contiene comunque dei brani che hanno del potenziale: la title track, una bella cavalcata dal riffing serrato e dal finale roccioso con un Eriksson ispirato, la folkeggiante “Defenders Of Valhalla”, le guerresche “Tyr” e “Fire Blood And Steel” (anche qui il riferimento ai Manowar è evidente). Fatta eccezione per le suddette tracce, il disco offre numerose soluzioni melodiche che, sebbene accattivanti (cori bombastici alla Powerwolf o alla Sabaton, passaggi in stile hard rock anni ‘80), disorientano l’ascoltatore per l’imprevedibile e balzano accostamento ai testi. “Son Of Odin”, ad esempio, ostenta frasi come …Loki is my brother, he has no sex-appeal… e un bridge in cui un coro che sembra scimmiottare i Sette Nani o gli Oompa Loompa, ripete la parola Odin come un mantra.
I Brothers Of Metal, con “Prophecy Of Ragnarock”, danno l’impressione di essere completamente usciti fuori tema… e non di poco. Dispiace stroncare il debut album di una band che sembra possedere qualche buona intuizione e un discreto gusto melodico che qua e là fa capolino. Appare evidente che gli svedesi non abbiano ancora maturato una personalità decisa, che imprima in maniera chiara una scelta stilistica e che consenta di perseguire una direzione musicale credibile. Vedremo cosa accadrà con il prossimo lavoro.

Voto recensore
5
Etichetta: AFM Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Death Of The God Of Light 02. Son Of Odin 03. Prophecy Of Ragnarök 04. Defenders Of Valhalla 05. Concerning Norns 06. Yggdrasil 07. Tyr 08. Siblings Of Metal 09. Gods Of War 10. Freya 11. The Mead Song 12. Sleipnir 13. Fire Blood And Steel 14. We Believe In Metal
Sito Web: https://www.facebook.com/brothersofmetalofficial/

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