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Lacuna Coil – Recensione: Broken Crown Halo

E finalmente, ecco “Broken Crown Halo”. Atteso da molti fan della band ma anche da quei detrattori che vorrebbero cogliere l’occasione per storcere il naso di fronte al successo internazionale dei Lacuna Coil, il nuovo album dei milanesi arriva a dare una scossa al mercato discografico, che vi piaccia o no.

Già dai primi ascolti appare chiaro come il marchio dei Lacuna Coil sia assolutamente riconoscibile ed altrettanto la ricchezza di sfaccettature, con brani ricchi di grandeur sinfonica ed altri molto “americani”, costruiti su riff di chitarra “grassi” e compressi e un ritornello che farete immediatamente vostro. Una caratteristica peraltro anticipata dai vocalist Cristina e Andrea (durante l’intervista che potete leggere QUI), protagonisti di un platter dove le linee vocali sono state in effetti curate in modo maniacale, ottenendo dei brani dove l’enfasi si concentra sulla prestazione dei due performer.

“Nothing Stands In Our Way” (ascolta la canzone) apre le danze con il tipico brano à la Lacuna Coil, ovvero un pezzo potente, altrettanto orecchiabile e basato su accattivanti linee melodiche, sebbene ci sia una certa concentrazione sul suono delle chitarre, davvero incisive. E la durezza del sound ritorna più volte, già con la successiva “Zombies”, episodio davvero molto americano ed assolutamente efficace nella struttura e ancora le pompate “Die & Rise” (con una breve parte cantata in lingua italiana) e l’accoppiata formata da “Cybersleep” e “I Burn For You”, due momenti dal groove intrigante dotati di un refrain che vi ritroverete presto a canticchiare. Una serie di canzoni che arrivano subito al dunque, muscolari ma facili da ricordare che, siamo certi, troveranno una dimensione ideale quando i nostri le proporranno dal vivo.

Accanto a questi episodi, il gruppo ne alterna sapientemente altri che fanno proprio un maggiore pathos e numerosi contributi sinfonici. E’ doveroso citare tra questi “Hostage To The Light” (che riserva un notevole assolo di chitarra alla parte finale), “I Forgive (But I Won’t Forget Your Name”), l’enfatica “In The End I Feel Alive” e la conclusiva “One Cold Day”, capitolo introspettivo dedicato all’amico Claudio Leo (scomparso nel Gennaio del 2013), giocato su archi e tastiere malinconici e profondi e linee vocali particolarmente toccanti.

Senza stravolgere quella formula sonora che ne ha decretato il successo dentro e fuori dal panorama metal (ma perché cambiare il gioco di una squadra vincente?), i Lacuna Coil tornano con un album che ne conferma tutte le qualità. Esattamente ciò che i fan si aspettavano dalla band.

 

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media / EMI

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Nothing
Stands In Our Way

02.  Zombies

03.  Hostage To The Light

04.  Victims

05.  Die & Rise

06.  I Forgive (But I Won’t Forget Your
Name)

07.  Cybersleep

08.  Infection

09.  I Burn For You

10.  In The End I Feel Alive

11.  One Cold Day


Sito Web: http://www.lacunacoil.it/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. andpec

    Voto bassino? La recensione è fatta bene e ne parla bene del disco. Per molti siti stranieri è il miglior album della loro discografia dopo Comalies e allora perchè non rischiare un 8 per questa italica band? Ogni tanto valorizziamo quel poco di buono che abbiamo in casa…

    Reply

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