Dokken – Recensione: Broken Bones

Con l’ostinazione di chi continua a crederci, pur ancorato ad un passato molto, troppo ingombrante, Don Dokken continua a guidare la propria band nei territori di quel class metal di cui è al tempo stesso emblema e vittima. Se ha contribuito senza dubbio a forgiarne l’identità musicale ed iconografica, al tempo stesso è rimasto prigioniero di un’epoca – quella del suo maggior successo – senza riuscire a rimanere al passo con i tempi. E ciò – badi bene – non significa piegarsi alle mode, ma saper mantenere la propria proposta musicale fresca e viva. Proprio alla luce di queste considerazioni “Broken Bones” sorprende in positivo, per la ritrovata verve compositiva, per un ottimo lavoro d’insieme – in cui spicca l’ottimo lavoro alla chitarra di Jon Levin, davvero molto ispirato e calato nella parte – e per una produzione davvero scintillante, a cura della stessa band.
Il connubio tra muscoli e melodia ben funziona nell tirata title track, seguita dal mid-tempo “Best Of Me” dove la voce di Dokken ha modo di farsi apprezzare in tutte le sue sfumature, impreziosita da cori di gran suggestione, come pure “Waterfall”, che si attesta pure su atmosfere epiche di richiamo. Su coordinate stilistiche coerenti pure la cadenzata “Victim Of The Crime”, mentre “Burning Tears” ha un che di maideniano e mette in evidenza la grande creatività e potenza alla batteria di Mick Brown. Quasi blues le tinte di “Blind”, una performance vocale ai limiti del sostenibile da parte di Don Dokken. E ancora, il calore dell’arpeggio che apre “For The Last Time” prima che questa innesti la quarta e si assesti, poi, su un efficace chiaroscuro di quiete e ripartenze, acustico ed elettrico. Chiudono il cerchio la diretta “Fade Away” e la potente “Tonight”.
“Broken Bones” è di sicuro un buon album: ripropone la solidità di quella che è stata una band fondamentale, lo fa con un calore ed una passione che sembrano davvero sinceri e anche se oggi, per i problemi di salute che lo hanno colpito, Don Dokken non può più contare sulla voce dei tempi d’oro, è pur sempre in grado di scrivere ed interpretare degli ottimi pezzi, che insieme vanno a costituire un altro interessante tassello della sua carriera.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers

Anno: 2012

Tracklist:

01. Empire
02. Broken Bones
03. Best Of Me
04. Blind
05. Waterfall
06. Victim Of The Crime
07. Burning Tears
08. Today
09. For The Last Time
10. Fade Away
11. Tonight


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