Bring Me The Horizon – Recensione: That’s The Spirit

I Bring Me The Horizon di Oliver Sykes ne hanno fatta di strada, arrivando a suonare a Wembley e accasandosi addirittura con una major con la Columbia per la pubblicazione di questo “That’s The Spirit”, trainato dal primo singolo “Happy Song” coi suoi coretti teen e la sua perfezione radiofonica.

Il fil rouge che attraversa questo CD è proprio essere equilibrati perfettamente per raggiungere ancora più consensi fra le sterminate schiere di sostenitori adolescenti che hanno voglia di fare i duri: il songwriting si è fatto ancora più blando rispetto alle prove precedenti e la voce non riesce a dare un’impronta riconoscibile rendendo i pezzi più tranquilli come la prima traccia “Doomed” e “Follow You” meri cloni di gruppi più blasonati da qualche anno a questa parte (leggi Linkin Park, se si deve fare un esempio calzante).

C’è tutto il mondo odierno delle produzioni “sonoramente corrette” come gli archi sintetizzati (“True Friends”, da diario fin dal titolo, gli effetti sonori onnipresenti e che sinceramente tendono ad appiattire sempre di più il suono delle band.

Cosa rimane in sostanza? Canzoni da ricordare? Il singolo già citato e “Blasphemy”, posta quasi in chiusura e forse ancora più catartica dopo una serie di potenziali hit che non possono che far bollare questo CD come alternative rock e pure di quelli tranquilli; se i Bring Me The Horizon hanno scelto di avere ancora più successo probabilmente stanno centrando il bersaglio ma il percorso è un’involuzione un po’ inconcludente che rende questo gruppo uguale a tanti altri con meno esperienza di loro.

Voto recensore
5,5
Etichetta: RCA / Sony

Anno: 2015

Tracklist:

1. Doomed
2. Happy Song
3. Throne
4. True Friends
5. Follow You
6. What You Need
7. Avalanche
8. Run
9. Drown
10. Blasphemy
11. Oh No


Sito Web: http://www.bmthofficial.com/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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