Breaking Benjamin – Recensione: Dark Before Dawn

Sesto album per i Breaking Benjamin del frontman Benjamin Burnley, di ritorno dopo 6 anni dall’ultimo “Dear Agony” con una formazione tutta nuova in questo “Dark Before Dawn“; sei anni di ripresa per il frontman, causa qualche problema dettato da eccessi, ora pronto per tornare in pista e portare cascate di note.

Una bella intro atmosferica ci conduce a “Failure” e a “Angels Fall” , due perfetti gioiellini melodici che possono essere una linea guida per chi non conosce i Breaking Benjamin: costruzione di canzoni ineccepibile, ritornelli che rimangono impressi senza pestare sull’acceleratore o sconfinare nella parte pesante della musica.

C’è un po’ più di dissonanza e di pesantezza in “Breaking The Silence“, che può avvicinarsi ai Linkin Park del primo album, ma è comunque alla portata di grandi e piccini senza distinzioni; “Hollow” e “Close To Heaven“, sono un’altra accoppiata di canzoni che molti gruppi vorrebbero scrivere, in bilico fra melodia e rabbia (specie la seconda, con momenti sospesi in cui chitarra e voce dettano le regole nel resto del silenzio, ritornelli ariosi e momenti un filo più arrabbiati).

Ultimo “momento” pesante (si fa per dire) dell’album è rappresentato da “Bury Me Alive“, prima che arriviino altri due pezzi da novanta fra cui spicca “The Great Divide“, emozionante econ uno standard compositivo semplice ma dannatamente catchy. “Ashes Of Eden” è una dolcissima ballata, con tanto di archi, una delle tracks migliori di questo “Dark Before Dawn”, ultima vera e propria canzone con voce prima dell’outro.

Un album che a qualcuno potrà far storcere il naso in virtù degli zero assolo e delle tonalità un pochino melense che affiorano qua e là: oggettivamente è l’opera di un uomo che torna alla ribalta dopo problemi personali e lo fa rimettendosi in gioco, in note e musica, fra dolcezza e rabbia controllata, una catarsi che vuol far vedere cosa è in grado di fare il buon Benjamin. Magari per molti sarà fuori tempo massimo come sonorità e canzoni ma si può dire che questa raccolta di nuove canzoni suona fresca e si stampa subito in testa, segno che poi male male non è.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Hollywood Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Dark
02. Failure
03. Angels Fall
04. Breaking The Silence
05. Hollow
06. Close To Heaven
07. Bury Me Alive
08. Never Again
09. The Great Divide
10. Ashes Of Eden
11. Defeated
12. Dawn


Sito Web: http://breakingbenjamin.com/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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