Born Again – Recensione: Strike With Power

Bella scoperta questi Born Again. Band transalpina al debutto che picchia sugli strumenti con Ozzy e Tony Iommi ben tatuati sul cuore. Canzoni pesanti, riff grassi che profumano di “Birmingham”, una voglia di far casino non indifferente, una voce che ricorda quello del caro Lemmy ed il gioco è fatto. Queste le “medaglie” di un quartetto che non risparmia energie e corde stritolate nel macinare note una dietro l’altra.

Piace e parecchio il disco per il suo essere “vintage”, e le prime due tracce (“New Generation” e la title track) sono ben costruite e raccontano di una band persa nella musica di 40 anni fa.

Bella anche “Preachers Of The Night”, con il riff portante che ricorda decisamente da vicino (pure troppo…) “Sweet Leaf” dei 4 di B’ham. Groove invecchiato 40 anni. Neanche i migliori whiskey. Decisamente a tinte metalliche “Betrayal” che gioca sull’aggressività per colpire l’ascoltatore là dove fa più male: al collo quando fa headbanging.

Perla del disco “Deal With The Devil”: carica da vendere e chorus perfetto per essere urlato dal vivo. Niente di innovativo o da strapparsi i capelli (ad averceli…) intendiamoci, ma quella cattiveria e quella arroganza musicale fanno decisamente la differenza. Non poteva mancare un tributo ai Motorhead: una “No Class” precisa e fedele a quanto registrato dalla mai troppo rimpianta band inglese.

Difetto principale? Forse proprio la voce di Thierry che, per quanto adatta al genere, può risultare alla lunga troppo monotona. Per il resto le canzoni ci sono, sembrano provenire direttamente dal 1971, ma ci sono. Gradevole. Con una punta o due di inventiva in più i Born Again rischiano davvero di raccontare storie molto più importanti.

Voto recensore
7
Etichetta: Massacre Records

Anno: 2017

Tracklist: 1.New Generation 2. Strike With Power 3. Preachers Of The Night 4. Betrayal 5. We Feed The Fire 6. Angel In Black 7. Deal With The Devil 8. Wings Of Hate 9. No Class 10. Dawn Of The Gods
Sito Web: https://facebook.com/bornagainheavy

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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