Bonfire – Recensione: Fistful Of Fire

Di una band attiva da oltre trent’anni ci sarebbe moltissimo da raccontare, e pochissimo da dire. Si potrebbe parlare degli esordi, degli alti e dei bassi, dei tour, dei cambi di formazione che hanno visto l’equivalente di quasi tre squadre di calcio calcare il palco sotto allo stesso telone… oppure ci si potrebbe limitare alla constatazione che resistenza e resilienza incarnano alla perfezione, nel loro ostinato e burbero perpetuarsi, lo spirito dell’heavy metal. Difendere orgogliosamente la propria natura è un tratto caratteristico dell’hard rock tedesco: sono innumerevoli i gruppi che in questi anni hanno scelto di non cambiare pelle e che oggi, penso agli Scorpions con l’innesto energizzante di Mikkey Dee, raccolgono i frutti affettuosi di tanta linearità. I Bonfire hanno percorso le stesse orme: dai fasti di Point Blank alle sfortune commerciali di Feels Like Coming Home, il quintetto fondato da Claus Lessmann e Hans Ziller ha saputo rivitalizzare il proprio marchio di fabbrica e presentarsi ogni volta in una veste, se non propriamente inedita, almeno dotata di una certa freschezza.

Fistful Of Fire” è un esempio di classica modernità che testimonia come nel 2020 i tedeschi siano vivi e vegeti: consapevole dei propri limiti, alla larga dalle tentazioni di un artificioso effetto Cocoon (Ron Howard, 1985) e prevedibilmente privo di spunti innovativi, il disco è un carosello di mid-tempo sospesi tra melodie hard e ritmiche heavy (“Fire And Ice”), sempre simili a se stessi eppure dotati di quel fine bilanciamento europeo che li rende piacevolmente, sapientemente ascoltabili. Conditi con inserti sinfonici/elettronici brevi ma efficaci, e chicche di varia bravura (“Fire Etude”), giusto per dare quel minimo di riconoscibilità in più, quasi tutti i brani in scaletta offrono spunti interessanti: se anche le lungaggini della ballad “When An Old Man Cries” non sembrano meritare appieno la successiva riproposizione in versione acustica e Warrior vorrebbe ricordare senza eccessive fortune i Bon Jovi negli anni ottanta, ”Rock’n’roll Survivors” è creata ad arte per essere urlata senza pensieri ai concerti, la title-track è piacevolmente street ed i cori di The Devil Made Me Do It” sembrano addirittura sfruttati al di sotto delle loro stesse potenzialità, tanto scorrono indisturbati. C’è coesione, in questo nuovo lavoro, e ci sono tensione, concentrazione ed anche un sorprendente briciolo di ambizione che si manifesta nell’accarezzare sporadicamente il sogno di una sonorità ancora più pesante, complice l’ottimo lavoro svolto dalla sezione ritmica Parkes/ Hilgers.

Nonostante qualche sporadico calo di tensione avvertibile nella seconda parte della scaletta, Fistful Of Fire” è un album generoso (anche nel suo minutaggio) e dignitoso sotto ogni aspetto: brani come Breaking Out” e la perfino-epicheggiante Gloryland” sono il siero dell’eterna giovinezza, la prova che il tiro è quello di sempre e la voglia di rockeggiare alla grande non ha nessuna intenzione di affievolirsi tra le inevitabili rughe. E l’ammissione candida – da parte di Ziller – che il tour con i Judas Priest ha contribuito a rendere la band ancora più solida ed a suo agio con espressioni più heavy racconta di una realtà che è tutto tranne che appagata, autoreferenziale e stagnante. Nessuna rivoluzione, certo, ma qui si avverte almeno la voglia di lasciarsi tentare dalla possibilità di evolvere. L’ambizione di questo album non è, come ormai chiaro, quella di portare idee radicalmente nuove né di farci catalogare i Bonfire sotto una diversa etichetta: in questo senso il disco non aggiunge spessore alla storia della band di Ingolstadt, ma ne espande la portata cementandone efficacemente la presenza tra quelli che rimangono, e lo fanno con un qualche perchè. Se di semplice ripetizione si può parlare, questa è senz’altro una delle sue espressioni più oneste, volitive e godibili.

Etichetta: AFM Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. The Joker 02. Gotta Get Away 03. The Devil Made Me Do It 04. Ride The Blade 05. When An Old Man Cries 06. Rock’n’Roll Survivors 07. Fire And Ice 08. Warrior 09. Fire Etude 10. Breaking Out 11. A Fistful Of Fire 12. The Surge 13. Gloryland 14. When An Old Man Cries (Acoustic Version)
Sito Web: bonfire.de

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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