Bodyfarm – Recensione: Battle Breed

Anche per questo loro terzo lavoro i Bodyfarm decidono di rimanere fedeli al proprio credo musicale, un Death Metal vecchia scuola che non accetta né compromessi né contaminazioni. “Battle Breed” non sposta di una virgola quanto già di buono avevamo sentito nei precedenti due album della band, anzi, a dirla tutta, la proposta dei nostri, fortemente legata ad un immaginario oscuro e guerrafondaio, accentua il suo lato più violento e cruento, offrendoci un album che non lascerà sopravvissuti dietro di sé.

Le undici tracce che compongono questo disco si muovono in un territorio ben preciso che vede Kreator e Sodom come band tutelari dei nostri. Dicevamo, dunque, della guerra qui intesa come catarsi dalle frustrazioni quotidiane, come strumento per liberarsi dall’angoscia e scaricare la propria rabbia. E sulle note dell’intro “Hell March” veniamo catapultati sul campo di battaglia, al comando di un orda pronta a sferrare l’assalto decisivo. I tamburi di guerra creano il climax per “Dark Age”, un brano brutale, epico, devastante con un assolo anthemico che suggella un pezzo a dir poco eccellente.

Con “Saxon of Victory” il ritmo rallenta, seppur di poco, mantenendo inalterato un approccio ruvido e cattivo. Ritmiche cadenzate e un drumming terremotante supportano un cantato che non disprezza escursioni in campo Brutal. Questo non sarà l’unico episodio in cui i nostri alzano un po’ il piede dall’acceleratore, vedi track come “Firing Squad” o “Wolfpack”, mantenendo inalterato il mood del disco. “The Last Crusade” si avvicina alle ultime produzioni degli Amon Amarth, brano veloce, violento, molto suggestivo che sicuramente conquisterà i fan in sede live grazie ad un gusto melodico che emerge soprattutto negli assoli di chitarra.

Continuando nell’ascolto troviamo “Storming Revolution”, brano caratterizzato da un’inusuale attitudine Hardcore, tanto nel cantato di Thomas Wouters, che nell’impostazione delle chitarre; “Death by Fire” e “Slaves of War” sono tracce dotate di un’anima oscura, malvagia in grado di ampliare lo spettro emozionale di questo splendido disco.

I Bodyfarm non accettano compromessi e questo “Battle Breed” ne è la prova e sarà difficile resistere a questo assalto all’arma bianca. Combattere o morire. A voi la scelta.

Voto recensore
7
Etichetta: Cyclone Empire

Anno: 2015

Tracklist:

1. Hell March (Intro)
2. The Dark Age (featuring Martin Van Drunen)
3. Saxon Victory
4. Dawn Of Defeat
5. The Last Crusade
6. Prince Of Wallachia
7. Storming Revolution
8. Firing Squad
9. Wolfpack
10. Death By Fire
11. Slaves Of War (Bonus track)


Sito Web: http://www.bodyfarmdeathmetal.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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