Varg – Recensione: Blutaar

Anche il metal nel suo piccolo vive di trend. Quello odierno, benché sembrerebbe già posto sulla parabola discendente è il “folk-pagan-viking” che dir si voglia, irrobustito dai consensi riscossi più o meno ovunque da Finntroll, Eluveitie, Korpiklaani, eccetera, eccetera. Quando un manipolo di band getta la basi e gli altri seguono, il rischio è quello di trovare il mercato discografico invaso da uscite mediocri di mestieranti/imitatori senza personalità (ricordate cosa successe al power metal?).

E’ il caso dei bavaresi Varg, giunti con “Blutaar” al loro secondo full-length. Tematiche vichinghe, brani guerreschi, photosession tamarre con tanto di war paint, insomma, i Varg possiedono tutto quello che si confà al genere, tranne una cosa, forse la più importante: la creatività. “Blutaar” inizia con “Wolfsmond”, una intro sinfonica dal flavour eroico che ci porta verso “Viel Feind Viel Ehr”, una cavalcata epica e arrembante forse poco originale ma decisamente d’effetto. Le emozioni finiscono qui. Il resto dell’album propone uno scialbo viking/black metal insopportabilmente ripetitivo dove i deja vu si sprecano, nonostante la band mostri comunque di essere avvezza al mestiere, inserendo alcuni rallentamenti e parti di respiro melodico. Un modus operandi che non basta a risollevare le sorti di un disco dall’utilità opinabile, benché abbia solleticato l’interesse di una major che probabilmente cerca di dare un’ultima strizzata a un panorama musicale che sta rischiando di diventare la parodia di sé stesso.

Voto recensore
5
Etichetta: Nuclear Blast / Warner

Anno: 2010

Tracklist: 01.Wolfsmond
02.Viel Feind Viel Ehr
03.Invictus
04.Sieg Oder Niedergang
05.Blutaar
06.Seele
07.Nebelleben
08.Zeichen Der Zeit
09.Wilde Jagd
10.After Feind
11.Blutdienst II
Sito Web: http://www.myspace.com/varghorde

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