Blues Pills – Recensione: Lady In Gold

I Blues Pills sono una delle realtà annoverabili nella scena di rilettura del rock classico sulla quale sono più puntate le luci dei riflettori. D’altronde il battage operato da Nuclear Blast non è un segreto per nessuno, si consideri la solida promozione su cui può contare la band e releases create ad hoc come il live album “Blues Pills Live”, uscito soltanto qualche mese dopo il disco omonimo di debutto.

In fondo l’act svedese se la merita pure questa attenzione, avendo tutti i crismi necessari a riproporre in modo brillante i canoni dell’hard blues dei tempi che furono, grazie in particolare a una vocalist straordinaria come Elin Larsson e a un certo Dorian Sorriaux alla chitarra, un musicista che ha imparato molto bene la lezione impartita da Zappa, Hendrix e Iommi.

Inevitabile dunque come le aspettative verso il secondo studio album siano alte, questo “Lady In Gold” che dovrebbe/vorrebbe lanciare la band nell’Olimpo dei grandi, considerata anche l’intensa attività dal vivo che ha visto il gruppo partecipare a numerosi festival rock e metal e a radunare parecchi fans nei concerti dedicati.

Tuttavia, è nostro compito ridimensionare in parte questo entuasiasmo. “Lady In Gold” è un buonissimo album, è fresco, intrigante, pieno di brani piacevoli e per nulla complessi all’ascolto ma a ben vedere non fa molto altro se non ricalcare la forma vincente del suo predecessore. E se i nostri Blues Pills si confermano ottimi (re)interpreti del rock classico, non si può certo dire che puntino troppo sul fattore sorpresa.

La voce soul della bella Elin, intensa e calda, è l’assoluta protagonista di un platter ancora una volta valorizzato dalla produzione del guru Don Alsterberg, che non manca di conferire la giusta intensità esaltando, oltre alla voce, il suono delle chitarre e parimente quello di una sezione ritmica di accompagnamento. La titletrack e “Little Boy Preacher” giocano sui ritmi dinamici e sul refrain canterino, mentre l’interpretazione di Elin sale sugli scudi.

“Lady In Gold” bilancia bene momenti di assoluta energia dove i richiami al rock dei ’70s sono costanti (l’arrembante “Bad Talkers” e “Won’t Go Back”, impreziosita dall’organo), a momenti introspettivi come il lentone “I Felt A Change”, che sembra creato ad hoc per valorizzare ulteriormente la performance della front girl. “Elements And Things”, con i loop vibranti e gli innesti di hammond, chiude il platter con le sue suggestioni floydiane, ribadendo l’ampio spettro di influenze del gruppo.

“Lady In Gold” non è dunque un capolavoro ma conferma tutto il valore dei Blues Pills come band di un settore sempre più apprezzato all’interno di una scena metal cui solo marginalmente si congiunge. E finchè dura godiamoceli, anche dal vivo (quella che sembra la loro dimensione ideale), perchè torneranno in Italia nel mese di Ottobre.

Blues Pills - Lady In Gold

 

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Lady In Gold 02. Little Boy Preacher 03. Burned Out 04. I Felt A Change 05. Gone So Long 06. Bad Talkers 07. You Gotta Try 08. Won’t Go Back 09. Rejection 10. Elements And Things
Sito Web: http://www.bluespills.eu/index.php/en/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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