Blues Pills – Recensione: Holy Moly!

I Blues Pills sono una band solida. Sembra una definizione scontata certo, ma questo è il messaggio primario che fuoriesce dopo ripetuti ascolti di “Holy Moly!”, terza loro fatica in studio sulla lunga distanza. Dopo l’esordio eclatante con il debutto autointitolato del 2014, il gruppo si è imposto immediatamente come una delle novità più urgenti ed eccitanti del panorama musicale, anche grazie alla presenza indubbiamente affascinante della singer Elin Larsson.

Detto immediatamente che i Blues Pills sono una vera e propria macchina da guerra in concerto e non certo una costruzione scientifica dell’industria discografica, il loro pregio più grande certamente è quello di far sembrare attuale uno stile che sembra ancorato al 1970, come se (per semplificare estremamente), potessimo ascoltare degli ipotetici Led Zeppelin con Janis Joplin alla voce, esplorare tutto il buono che è stato prodotto in quegli anni. Un mix sensuale ma ben bilanciato di rock, blues, soul e psichedelia, fieramente analogico ma che non suona mai vecchio, e che gioca abilmente con il “già sentito”. Infatti, i Blues Pills non inventano mai nulla e riciclano volentieri, ma hanno il dono supremo di suonare sempre con una freschezza invidiabile.

“Holy Moly!” quindi, è il prodotto di un anno di luci e ombre, in cui la speranza però alla fine ha la meglio, rifuggendo una oscurità (diremmo quasi occulta) che spesso viene usata come “mezzo comunicativo facile” per band dall’afflato sonoro simile. Qui però vince il soul, grazie a testi che parlano di problemi pratici e reali e di esperienze vissute, come nel fenomenale singolo di protesta “Proud Woman”, che in tre minuti racconta un mondo intero con fierezza e senza indugi. Dopo tante esperienze, la band sembra davvero sicura dei suoi mezzi musicali ed espressivi, anche se un eccessivo alternarsi di stili diversi ed una presenza abbondante di ballate (sempre ben strutturate e diversificate) fa pensare ad un attimo di “costruzione calcolata” di quanto andremo ad ascoltare. Ma è un dubbio che viene dissolto ascolto dopo ascolto, se si ha la pazienza di vivere ed assorbire lentamente il disco.

Se “Holy Moly!” lungo la sua durata concentrata (quaranta canonici minuti, come ai vecchi tempi del vinile), si esprime su coordinate intense ma rallentate, ovviamente questo non rovina l’estrema qualità musicale del disco, ma lo dota di un ritmo un po’ altalenante e zoppicante. Rimane certamente il fatto che questo album cresca emozionalmente con il tempo, e senza fretta. Una buona conferma, non un capolavoro, ma ci teniamo stretti i Blues Pills, senza alcuna paura.

Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2020

Tracklist: 01 Proud Woman 02 Low Road 03 Dreaming My Life Away 04 California 05 Rhythm In The Blood 06 Dust 07 Kiss My Past Goodbye 08 Wish I’d Known 09 Bye Bye Birdy 10 Song From A Mourning Dove 11 Longest Lasting Friend
Sito Web: https://bluespills.eu/

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