Blue Oyster Cult – Recensione: Fire Of Unknown Origin

Uscito nel 1981 “Fire Of Unknown Origin” è stato l’album del ritorno al successo per la band di Buck Dharma ed Eric Bloom, nonché uno dei migliori dischi in assoluto del gruppo. A partire dalla enigmatica copertina, passando per liriche spesso ispirate da tematiche letterarie vicine al fantasy, al gotico o alla science fiction, fino alla produzione dal timbro caratteristico firmata da Martin Birch, tutto contribuisce a rinnovare il mito di una formazione che rimane unica nel suo genere.

La title track apre le danze in modo perfetto, costruendo sulle parole scritte dalla poetessa del rock Patti Smith una struttura armonica allo stesso tempo orecchiabile e inquietante, che abbinata alle liriche un poco stravaganti crea un effetto quasi ipnotico (più che evidente l’influenza di canzoni come questa sui contemporanei Ghost B.C.)

Burnin’ For You”, cantata da Buck, è indubbiamente la canzone più easy listening del lotto, ed infatti raggiunge un considerevole successo anche come singolo, arrivando nella top 40 americana. Senza mai diventare spudoratamente commerciale il brano rimane una rock hit dal refrain irresistibile e dal ritmo incalzante. È però con “Veteran Of The Psychic Wars” che il disco ci propone il primo vero capolavoro. La canzone viene inclusa nella colonna sonora del film “Heavy Metal” e si caratterizza per il testo scritto dal maestro della Fantasy americana Michael Moorcock. La musica di Eric Bloom disegna il perfetto contorno per la vicenda interiore del Campione Eterno, (anti)eroe per eccellenza dell’immaginario di Moorcock, tanto da riuscire a trasmettere con credibilità lo sconforto interiore causato da una Guerra Psichica. “Sole Survivor” è in pratica un’appendice del brano precedente… simile nelle atmosfere e nella tematica, tanto da far pensare che l’ultimo sopravvissuto null’altro sia se non il nostro veterano, incapace di sfuggire al proprio destino e maledetto dalle sue stesse doti di veggente.

Con “Heavy Metal: The Black And Silver” fa la sua comparsa il classico riffing ultra pesante che ha fatto guadagnare alla band l’appellativo appunto di heavy metal. In realtà dietro alle liriche ancora una volta c’è un libro (in questo caso “The Iron Sun: Crossing The Universe Through Black Holes” di Adrian Berry), ma il sound possente e le ritmiche quadrate fanno di questa canzone di poco più di tre minuti un esempio di attitudine e compattezza, anche se probabilmente il brano meno originale della raccolta.

Con “Vengeance (The Pact)” comincia il secondo lato dell’album ed inizia pure una sequenza di canzoni praticamente perfetta che mette in luce tutti gli aspetti compositivi e le tematiche riconducibili all’immaginario Blue Öyster Cult. Il brano d’apertura era stato pensato come possibile colonna sonora del film Heavy Metal, anche se paradossalmente non verrà preso in considerazione a favore della citata “Veteran…”, ma l’idea vicina al rock pesante è ben presente, sia nel suono che nella struttura, con uno stacco ritmico superbo nella seconda parte e tanta energia.

After Dark” è il classico brano d’impatto e atmosfera tipicamente BOC che ben accompagna un testo ancora una volta piuttosto oscuro, ma che pare fare possibile riferimento al gotico e al vampirismo. Una ritmica veloce, un cantato incalzante e un solo di chitarra magistrale che stacca completamente dal contesto sono i punti a favore di un pezzo che piace sempre di più ascolto dopo ascolto.

Con “Joan Crawford” fa capolino invece il lato più intimista, originale ed esoterico della band… e siamo di fronte ad un altro capolavoro. Il ritorno di Joan Crawford è avvolto nel misticismo e raccontato attraverso liriche piuttosto bizzarre, ma anche per mezzo di una sequenza musicale straordinaria che parte da un’introduzione classicheggiante per poi andare in crescendo verso un ritornello mistico e diversificarsi continuamente in un susseguirsi di arrangiamenti estrosi dal sapore molto cinematografico che stupiscono per la resa a dir poco perfetta. Magnifico.

Don’t Turn Your Back” chiude il disco in modo impeccabile, con un sound più morbido e avvolgente che si avvicina alla psichedelia, ma sempre in modo del tutto personale e senza mai rinunciare ad una piccola sfumatura dark. L’ennesima perla di una scaletta a cui poco a o nulla c’è da obiettare. Album da mettere tra i top assoluti.

Etichetta: Columbia

Anno: 1981

Tracklist: 01. Fire of Unknown Origin 02. Burnin' for You 03. Veteran of the Psychic Wars 04. Sole Survivor 05. Heavy Metal: The Black and Silver 06. Vengeance (The Pact) 07. After Dark 08. Joan Crawford 09. Don't Turn Your Back

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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