Blue Oyster Cult – Recensione: 40th Anniversary – Agents Of Fortune – Live 2016

Per celebrare il quarantesimo anniversario del loro album Agents Of Fortune, pubblicato nel 1976 e diventato in breve tempo disco di platino anche grazie alla presenza della hit (Don’t Fear) The Reaper, i Blue Oyster Cult lo hanno eseguito dal vivo e nella sua interezza nell’Aprile del 2016, al cospetto di un ristretto gruppo di invitati riunitisi presso i Red Studios di Hollywood. Quello di una progressiva e riuscita “sofisticazione”, nell’accezione positiva di caratteristica di un’apparecchiatura, di una macchina o di un impianto che sono stati progettati e realizzati con criterî tecnicamente avanzati e con impiego di materiali e componenti raffinati, così da offrire elevate prestazioni (Treccani), è probabilmente l’aspetto che – da Agents Of Fortune in poi – renderà chiaramente riconoscibile la discografia della band: la maestria nel sorprendere l’ascoltatore componendo generi e sonorità distinte, senza che la profusione di tecnica vada a discapito del puro intrattenimento, è ancora oggi una delle prerogative che predispongono benevolmente all’ascolto di un qualsiasi CD dei Blue Oyster Cult. Lo sa bene Frontiers Music, particolarmente attiva nel promuovere il gruppo americano con una serie di recenti uscite, che a distanza di quattro anni dall’evento offre la possibilità di intrufolarsi idealmente tra il pubblico californiano riproponendo una brillante esecuzione dal vivo in una varietà di formati, che comprendono l’accoppiata CD/DVD, un Blu-Ray ricco di contenuti extra (intervista alla band, vari spot televisivi e relativo dietro le quinte) e l’edizione in vinile da 180 grammi.

Curata dai tecnici di DirectTV, la registrazione è molto apprezzabile per l’elevato dettaglio, in grado di restituire la dimensione tipica del “concerto per pochi intimi”: la messa a fuoco è innanzitutto sui musicisti che si alternano alla voce, con la parte strumentale sempre efficace nel restituire un’ottima sensazione di presenza e dimensionalità. Se le prime due tracce (This Ain’t The Summer Of Love e True Confessions) servono più che altro a scaldare l’atmosfera, con (Don’t Fear) The Reaper comincia il solito & squisito crescendo al quale i Blue Oyster Cult ci hanno abituato: calore densità geometrie metallo corteccia e profondità di campo sono alcune tra le immagini – in ordine che più sparso non si può – che mi vengono in mente per descrivere un rock che a fine anni settanta intravedeva nell’irrobustimento delle sue strutture un’occasione creativa di evoluzione e differenziazione. Più o meno contemporaneo di The Rocky Horror Picture Show (il film, di Jim Sharman), Black And Blue (Rolling Stones) e soprattutto Hotel California (Eagles), Agents Of Fortune è la visione teatrale alternativa (Tattoo Vampire), la strada meno percorsa e quel qualcosa di altro che – come la Panda negli spot degli anni ottanta – se non ci fosse stato avrebbero comunque dovuto inventarlo.

Nonostante una durata relativamente contenuta (dieci tracce per circa trentasette minuti di esecuzione), 40th Anniversary – Agents Of Fortune – Live 2016 è semplicemente il live che ogni live dovrebbe essere, dinamico (Morning Final), sontuoso e tecnicamente impeccabile, abile a traghettare i suoni nel tempo, intelligente nel cogliere/esaltare la bravura degli artisti e fedele nel ricostruire con coerenza l’ambiente nel quale essi si sono esibiti. Secondo una fortunata definizione, l’iconografia steampunk immagina “come sarebbe stato il passato, se il futuro fosse arrivato prima”. A dischi come questo, allora in anticipo sui tempi ed a tutt’oggi culturalmente modernissimi, va riconosciuto un merito simile: quello di aver costruito un ponte verso il futuro, di aver inaugurato una corsia preferenziale, di aver aperto un varco misterioso à la Stargate (Roland Emmerich, 1994) attraverso il quale idee ed artisti hanno potuto trasformare la loro sintesi accelerata nel rock/metal liquido che ascoltiamo oggi.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. This Ain't The Summer Of Love 02. True Confessions 03. (Don't Fear) The Reaper 04. E.T.I. (Extra Terrestrial Intelligence) 05. The Revenge Of Vera Gemini 06. Sinful Love 07. Tattoo Vampire 08. Morning Final 09. Tenderloin 10. Debbie Denise

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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