Blue Murder – Recensione: Nothin’ But Trouble

Dopo un esordio eponimo seminale nella formazione a tre in compagnia di Tony Franklin e Carmine Appice, John Sykes chitarrista salito agli albori dell’universo hard rock per la militanza in band leggendarie come Tygers Of Pan Tang, Thin Lizzy e Whitesnake, nel 1993 realizzò un nuovo (e purtroppo ultimo) album coi suoi Blue Murder considerato di secondo piano ma assolutamente da riscoprire (vi consigliamo la ristampa giapponese de 2013 contenente la bonus track “Bye Bye”).

In piena esplosione grunge “Nothin’ But Trouble” uscì in “sordina” ma ha un sacco di cose da dire ancor oggi; in realtà l’album veniva pubblicato dal colosso Geffen Records e ricordo un buon airplay nei mesi successivi alla pubblicazione (mi capitò di sentire loro pezzi a più di un concerto del periodo nei momenti di attesa o cambio palco).

“We All Fall Down” è l’opener perfetta: uptempo spinto dalla nuova sezione ritmica Tommy O’Steen/Marco Mendoza (quest’ultimo in una delle prime apparizioni della sua poi “importante” carriera), refrain contagioso (guarda caso “alla Thin Lizzy“), assolo sporco ma efficace.  Si potrebbero annotare suoni non impeccabili ma per l’approccio portato avanti dai Blue Murder risultano molto adatti (anche ad esempio nella cover degli Small Faces di Steve Marriott e Ronnie Lane, “Itchycoo Park” del 1968).

“Cry For Love” è il capolavoro dell’album: prendendo spunto dal David Coverdale più bluesy (lo si sente chiaramente anche nel lento “Save My Love”) e facendo un ampio uso di cambi d’umore e controcanti epici grazie soprattutto all’apporto di Kelly Keeling dei Baton Rouge, il pezzo è, per chi scrive, la classica canzone da inserire in ogni playlist hard rock che si rispetti.

Su “I’m On Fire” la stentorea voce di Keeling passa in primo piano così da rendere imperdibile uno dei pezzi già più trascinanti mentre in chiusura di album la fa da padrone la personalità artistica di Sykes nelle commoventi interpretazioni di “I Need An Angel” (power ballad) e “She Knows” divertissement acustico di rara poesia.

Se avete una spiccata anima hard rock e non conoscete questo album direi che è giunta l’ora di colmare la lacuna.

Etichetta: Geffen

Anno: 1993

Tracklist: 01. We All Fall Down 02. Itchycoo Park 03. Cry For Love 04. Runaway 05. Dance 06. I'm On Fire 07. Save My Love 08. Love Child 09. Shouldn't Have Let You Go 10. I Need An Angel 11. She Knows 12. Bye Bye (Japanese Bonus Track)
Sito Web: https://www.johnsykes.com/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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  1. Andrea

    Molto meglio il primo disco…

    Reply

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