Bloody Heels – Recensione: Rotten Romance

I Bloody Heels sono una giovane band di Riga, Lettonia che si è formata nel 2012 e che ha fatto subito parlare di se merito dell’EP del 2014 “Summer Nights” e successivamente grazie ai lavori “Through Mystery” (2017) e “Ignite The Sky” (2020), quest’ultimo come debutto in casa Frontiers Music Srl.

Sicuramente la band è estremamente debitrice del sound dei gloriosi anni 80, del Sunset Strip e di tutti i clichè del caso, ma va detto che il four-piece ha voglia di sperimentare e di innovarsi e lo fa ampiamente in queste nuove undici tracce apportando rilevanti innesti di hard & heavy che a tratti sfociano proprio al limite con il metal ed in più sfoggiano nuove e gradite  aperture verso il gothic rock tipico finlandese che danno un gusto diverso e variegato alle composizioni. E’ tutto oro quello che luccica? Ovviamente no e alla lunga verso la parte finale di questo platter si perde un po’ l’attenzione e anche i pezzi risultano meno d’impatto rimanendo però godibili e di buona fattura. L’opener “Dream Killers” ha il compito di stabilire le coordinate stilistiche di questo album e lo fa alla grande mostrando sia l’aggressività nei potenti riff che l’uso dosato delle melodie mai banali messe in evidenza dalla graffiante voce del bravo Valts Berzins (Vicky White).

Nella title-track appaiono sinuosi innesti goth-rock che rendono il pezzo ruffiano al punto giusto, ma non sono predominanti come nella seguente “The Velvet”, figlia dei migliori Charon e The 69 Eyes con in più un tocco alla Marilyn Manson del periodo “Mechanical Animals” che non guasta affatto. Con l’ottima “Distant Memory” si ritorna a premere il piede sull’acceleratore, mentre “Hour Of Sinners” presenta un inizio sussurrato che ricorda moltissimo i Type O’Negative per poi sfociare in un mid-tempo granitico anche se leggermente più cupo, ma comunque molto dinamico. L’anima più rock’n’roll e scanzonata emerge in “Mirror Mirror”, mentre con la power ballad “When The Rain And I Meet” si evocano i vecchi e cari Skid Row, a cui segue “Crow’s Lullaby”, un pezzo che risulta vincente nella parte più heavy dalla struttura vigorosa e compatta, ma meno incisivo e privo di mordente soprattutto nei cambi di tempo.

La terzina finale ci propone “Burning Bridges”, composizione robusta caratterizzata da un bel assolo centrale, “Angels Crying” dove il basso è messo in prima linea nella parte iniziale e che riesce a dar vigore ad un pezzo spudoratamente figlio degli anni ottanta, ma ci piace proprio per questo e la conclusiva “Oblivion” che francamente non convince molto risultando parecchio confusionaria nel voler mettere in mostra tutti gli stili in un unico brano. In sostanza “Rotten Romance” è un lavoro valido e godibile ed è apprezzabile la volontà della band di innovarsi e non fossilizzarsi su di un unico genere, ci sono ancora grandissimi margini di miglioramento e i lettoni sono sulla strada giusta per crearsi un suono personale e distintivo. Per ora godiamoci questo lavoro che strapperà consensi senza troppa fatica.

 

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Dream Killers 02. Rotten Romance 03. The Velvet 04. Distant Memory 05. Hour Of Sinners 06. Mirror Mirror 07. When The Rain And I Meet 08. Crow’s Lullaby 09. Burning Bridges 10. Angels Crying 11. Oblivion
Sito Web: https://bloodyheels.bigcartel.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login