Bloody Hammers – Recensione: The Summoning

“Vecchio stile”… si fa per dire.

Originariamente il progetto solista di Anders Manga, Bloody Hammers è essenzialmente un gruppo stoner rock come ne esistono a centinaia nel music business, senza originalità e nemmeno un particolare talento per il songwriting. Dal debutto nel lontano 2012, il genere del gruppo non è cambiato di una virgola, la sola differenza è la presenza di Devallia Anders, moglie di Anders, alle tastiere: immaginatevi i vecchi Soundgarden privati dei loro caratteristici giochi ritmici e cambi di tempo, sostituite Chris Cornell con un cantante “soulful” da bar, mettete groove in Re minore senza fine dall’inizio alla fine ed avete gran parte del loro materiale pubblicato finora. Un minimo di varietà fu aggiunta con il loro miglior album, Under Satan’s Sun, che era un ideale compromesso tra iconografia “occult rock” e parecchie canzoni cantabili, seppur non grandiose.

L’ultimo album del duo, “The Summoning”, è l’ennesima continuazione di quanto ha fatto fin dal loro inizio: nessun cambio di programma, nessuna variazione, solo la solita minestra con un po’ più di trigger e di doppia cassa. “Let the Sleeping Corpses Lie”, “Fire in the Dark” e “Welcome to Darkness” sono piatte e mancano di lampi di genio in grado di renderle particolari, “Tales that Witness Madness” è basata quasi solo in palm-muted in Do al posto di fraseggi di qualsiasi tipo, mentre “Now the Screaming Starts”, “Unbreakable” e “From Beyond the Grave” contengono ritmi un minimo più veloci . In tutti i casi, sembra di sentire più i Ghost con un cantante svogliato al microfono che altro. La title track ha perlomeno delle linee vocali che funzionano, “The Beast Is Coming Out” include un sinistro e lontano basso digitale, ma il resto dell’album include melodie troppo semplici, canto perennemente stonato e fin troppa amatorialità nel songwriting e nelle soluzioni usate, che ormai puzzano di cliché stantio a distanza.

Non c’è molto altro da dire. “The Summonng” è un album povero d’idee e ambizione,  ma, d’altro canto, prendere in giro gruppi del genere, che contano più sull’immagine occultista che la sostanza, è una tentazione troppo forte da resistervi. Se Anders Manga ha intenzione di continuare a far vivere questo progetto, dovrà farsi dare un aiuto esterno urgentemente, oppure cominciare a contare di più su sua moglie e membro del gruppo, altrimenti i Bloody Hammers non manterranno l’interesse ancora a lungo.

Etichetta: Napalm Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Let Sleeping Corpses Lie 02. Now the Screaming Starts 03. The Summoning 04. Fire in the Dark 05. The Beast is Coming Out 06. Welcome to Darkness 07. Tales That Witness Madness 08. Condemned, the Prisoner 09. From Beyond the Grave 10. Unbreakable

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