Bloody Mary – Recensione: Blood’n’Roll

I Bloody Mary rappresentano il negativo della fotografia di una classica band italiana: le idee in fae compositiva sono poche, ma il suono è di una perfezione che potrebbe dar filo da torcere ai pesi massimi sulla scena internazionale. La produzione, a cura del cantante Aldebran e di Danilo Di Lorenzo, è in gran parte responsabile di quanto c’è di buono in ‘Blood’n’Roll’, lavoro che a dispetto del titolo si inserisce perfettamente nel filone gothic rock, con buona pace di chi è in cerca di rock’n’roll. Il suono di chitarra è curiosamente vicino a quello di Greg Mackintosh e Aaron Aedy dei Paradise Lost ‘Draconian Times’-era, ma la proposta dei Bloody Mary è decisamente più leggera, a partire dal cantanto pulito di Aldebran. Non perfettamente a proprio agio sulle note più basse, che si sforza di raggiungere con eccessiva frequenza, il cantante è autore comunque di una buona prova, con una timbrica perfetta per il genere proposto.

Il problema, come già detto, sta nella composizione. In particolare, anche dopo ripetuti ascolti rimane poco in testa, pur essendo la loro proposta tutt’altro che complessa. Scrivessero dei chorus più catchy, i Bloody Mary farebbero faville: al di là della produzione, infatti, a livello musicale si respira un equilibrio davvero invidiabile, un suono perfettamente bilanciato. La cosa assume proporzioni ancor più rilevanti se si pensa che ‘Blood’n’Roll’ è un debutto.

Dopo la buona partenza è ‘Drops’ ad essere il primo pezzo che rimane impresso, anche se il botto vero e proprio arriva con la successiva ‘I Won’t Be Unfeeling’, costruita su un climax che sfocia in un chorus di invidiabile fluidità. Altro higlight dell’album è senza dubbio la sincopata ‘Judas Spite’, così come irresistibile è la successiva ‘The 2nd Chance’: anche questa si sviluppa secondo quella che sembra essere la formula vincente dei Bloody Mary, e cioè un indugiare su ritmi rallentati nella strofa per poi esplodere in chorus veloci ed intriganti. C’è spazio anche per la ballad ‘Learning To Fly’, nella quale Aldebran si sforza un po’ troppo di arrivare sulle note più basse, anche se la dolcezza ed il gusto dell’accompagnamento di chitarra sono di indubbia qualità. Ancora molto bene ‘Little Sister’, mentre la chiusura di ‘Before The Rain’ poteva essere scelta meglio.

‘Blood’n’Roll’ è un album efficace, che funziona alla grande quanto ad atmosfera, senza però avere quelle melodie facilmente assimilabili che potrebbero far fare ai Bloody Mary un salto notevole nella direzione che sembrano aver intrapreso. Comunque sia, quanto a professionalità siamo avanti anni luce rispetto alla media delle produzioni italiane, e in un genere decisamente atipico per le band tricolori. Benvenuti!

Voto recensore
7
Etichetta: Six Six Six/Master

Anno: 2005

Tracklist:

01. Icy Blue
02. Drops
03. I Won't Be Unfeeling
04. Cease to Burn
05. It's Too Late
06. Judas Spite
07. The 2nd Chance
08. Learning to Fly
09. Little Sister
10. Before the Rain


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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