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Bloodclot – Recensione: Up In Arms

Davvero una piacevole sorpresa i Bloodclot. Un tuffo nell’hardcore più “old style” ed “ortodosso”  a firma John Joseph (Cro-Mags), Joey Castillo (Trash Talk, The Bronx, BL’AST!, ex-QOTSA, ex-Danzig), Nick Oliveri (ex Queens of the Stone Age, ex Kyuss e tanti altri progetti) e Todd Youth (ex chitarrista dei Danzig).

Una band dai grandi nomi e dalle grandi potenzialità, che con “Up In Arms” segnano un debutto positivo. Subito concreta la partenza, con una title track che picchia come un’ossessa nel vostro cervello. Ma poi “Fire” alza ancora il livello di tensione con una scudisciata punk decisamente vecchio stile. Sì perché proprio di “vecchio stile parliamo”, perché i nostri hanno Bad Brains e Black Flag (e qualche spruzzata di Dead Kennedys) come divinità supreme di un quartetto che fa dell’hardcore vecchio stile spada e scudo.

Leggermente più articolata “Maniac”, con i suoi cambi di tempo ed i cambi d’umore di Nick Olivieri al microfono. Decisamente divertente “Kill The Beast”, perfetta per essere replicata dal vivo. E’ in ogni caso un disco “riottoso”, dove le veementi parole di Joseph si scagliano contro la società americana e quelle internazionale, dove armi, profitto e guerre feriscono esseri viventi e pianeta.

Pesantemente debitrice dei Dead Kennedys “Prayer”, dove Joseph sembra trasformarsi in un novello Jello Biafra. Incalzante e percussiva “Siva Sudra”, che piace nel ritornello rotondo e coinvolgente. Piacevole sorpresa l’esplosione finale di un brano che con molta probabilità è il migliore del quartetto. Bene anche “Soldier Of New Babylon” (decisamente attitudine Motorhead quest’ultima) che tra bridge e chorus mieterà parecchie vittime durante il pogo live. “Kali” è invece una scheggia impazzita: 54 secondi di puro delirio urlato fino a perdere voce e razionalità.

Chiude lo spettacolo griffato Bloodclot “You’ll Be The Death Of Me”, chitarre acide ed un cantata urlato e sopra le righe per un ritornello che ancora una volta lega tutta la combriccola ai Dead Kennedys.

Disco gradevole, assolutamente non banale e meritevole di almeno un ascolto. Anche se non fate dell’hardcore il vostro pane quotidiano.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade

Anno: 2017

Tracklist: 1. Up in Arms 2. Fire 3. Manic 4. Kill the Beast 5. Prayer 6. Siva / Rudra 7. Soldiers of the New Babylon 8. Kali 9. Slow Kill Genocide 10. Slipping into Darkness 11. Life As One 12. You’ll Be the Death of Me
Sito Web: https://www.facebook.com/bloodclotofficial/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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