Blood Youth – Recensione: Closure

Non è facile emergere dal calderone di band che ogni giorno prova a sbancare il lunario. Risulta ancora più difficile riuscirci quando il destino sembra opporsi in maniera testarda e ostinata. È il caso degli inglesi Blood Youth, band nata nel 2014 dalle ceneri dei Climates che, dopo la pubblicazione del debut album “Body Clocks”, perde il cantante. Ma la caparbietà è sicuramente tra i pregi da annoverare di questi ragazzi e trovato un sostituto dietro al microfono nella persona di Kaya Tarsu, I Blood Youth sono ripartiti pubblicando due EP, “Inside My Head” (2015) e questo “Closure”.

I nostri mantengono inalterata la loro attitudine Hardcore ma arricchiscono il loro songwriting con soluzioni ora New Metal ora Metalcore mantenendo sempre viva una forte componente melodica che ben si integra con l’aggressività innata di certe composizioni. Quattro brani, poco più di dodici minuti per dar libero sfogo a tutta la rabbia, la frustrazione e l’angoscia accumulata in questi anni. Come la precedente prova, anche questo nuovo lavoro continua quel lento ma importante processo di catarsi cui la band si sta sottoponendo di volta in volta. Le composizioni, infatti, ruotano intorno proprio a questa voglia di ricominciare, al loro atteggiamento duro e puro di chi non si piega innanzi alle difficoltà vita. “Sto cercando qualcosa che possa salvarmi da quest’inferno” cantano i Blood Youth nella opener “Breathe”, con la sua atmosfera tranquilla e rassicurante e il cantato di Tarsu quasi sussurrato. Ma è solo un attimo di quiete prima di venire catapultati in “24/7” brano dall’incidere potente e violento, decisamente il brano più estremo dell’intero lotto.

Mood Swing” si muove in bilico tra le due anime della band: quella più Hardcore della strofa e del bridge e quella più melodica e accattivante del ritornello. Anche il cantato si adegua a questi passaggi e la prova di Tarsu non perde né credibilità né potenza in entrambe le sezioni grazie alla sua versatilità. La conclusiva title-track, invece, ha un mood più mainstream, che rimarca una certa vicinanza della band alle composizioni dei A Day To Remember.

Aspettiamo i Blood Youth al varco del primo full-lenght. Per ora non possiamo che confermare quanto di buono fin qui detto. Che possa essere questo l’ennesimo (piccolo) passo verso una prova più matura e ricca di sfumature. Per ora godiamoci questi quattro brano convinti della qualità e della bontà dei musicisti coinvolti.

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Voto recensore
6,5
Etichetta: Rude Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Breathe 02. 24/7 03. Mood Swing 04. Closure
Sito Web: https://www.facebook.com/bloodyouth/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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