Arcane Roots – Recensione: Blood & Chemistry

Fautori di quella commistione oggi molto di moda tra indie, prog e alternative portata alla ribalta da band quali The Mars Volta (riconoscibilissimi in “Slow”) e The Dear Hunter in questo esordio sulla lunga distanza gli Arcane Roots si segnalano per una serie di interpretazioni davvero coinvolgenti ed energiche come già faceva presagire il mini CD “Left Fire” di due anni fa.

“Resolve” era già stata lanciata l’anno passato ed esalta il cantato del chitarrista Andrew Groves; dotato di un ampio spettro interpretativo che va dall’high pitched ad una maggiore aggressività il nostro spinge il trio inglese nei meandri tanto cari ai Fair To Midland, band la cui vicinanza è a tratti davvero marcata. Molto evocativa e di stile espressionistico anche la cover di questo “Blood & Chemistry” che è davvero un album eterogeneo nonostante non travalichi particolari confini sonori; “Hell & High Water” ha importanti punti di contatto addirittura con i Maroon 5 ed il loro pop rock non sempre cestinabile mentre “Second Breath” al contrario ha delle parti vocali esageratamente estreme per la proposta degli Arcane Roots.

A livello critico rimaniamo in bilico tra una sensazione d’incompiuto (se alcune linee melodiche fossero state sviluppate a dovere saremmo davvero al cospetto di un lavoro grandioso) ed il desiderio di approfondire la conoscenza di queste dieci tracce comunque non superficiali.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Play It Again Sam

Anno: 2013

Tracklist:

01. Energy Is Never Lost, Just Redirected

02. Resolve

03. Belief

04. Sacred Shapes

05. Hell & High Water

06. Triptych

07. Slow

08. Second Breath

09. Held Like Kites

10. You Keep Me Here

 


Sito Web: https://www.facebook.com/ArcaneRoots

alberto.capettini

view all posts

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login