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Blind Guardian – Recensione: Imaginations From The Other Side

Il quinto album dei Blind Guardian, “Imaginations From The Other Side“, pubblicato nel 1995, costituisce uno spartiacque nella carriera musicale dei Bardi di Krefeld e influenza profondamente non solo la scena Power, ma l’Heavy Metal nel suo complesso. Nei lavori precedenti, infatti, in particolar modo da “Tales From The Twilight World” in poi, emergono, anche se ancora acerbi, quegli elementi che nel suddetto platter portano a maturazione il sound della band tedesca: cori epici e magniloquenti, atmosfere ora sognanti ora oscure, parti acustiche, rallentamenti, accelerazioni, cavalcate, riff rocciosi, arpeggi, orchestrazioni sinfoniche arrangiate con cura maniacale, le chitarre potenti e melodiche della coppia Siepen – Olbrich, una sezione ritmica devastante, precisa, ma anche versatile nel dar vita a sonorità delicate (grazie ad un poliedrico Stauch), la duttilità della voce di Hansi Kursch ed un songwriting veramente ispirato. Nessun passaggio a vuoto, né riempitivi, nulla è lasciato al caso qui, nemmeno la splendida copertina. Oltretutto, la produzione di Fleming Rasmussen amplifica ed esalta al meglio le caratteristiche sopra descritte, che si fondono tra loro in maniera sempre nuova ed inaspettata. Un album, insomma, che ha fatto storia e che, a distanza di 22 anni, resta ancora un autentico punto di riferimento.

Le tematiche alla base della release quali il fantasy e soprattutto i miti e le leggende legati al ciclo Arturiano (e non solo), sono affrontate con un approccio totalmente diverso rispetto ai canoni del power: i personaggi e le loro vicende sono costellate da prove difficili che spesso esigono anche un sacrificio personale e che non sempre si concludono con il classico lieto fine. Il mood generale è prevalentemente oscuro, cupo, drammatico, anche se in alcuni frangenti si intravede la speranza per una rinascita (“A Past and Future Secret“).

Con la titletrack, Hansi Kursch traghetta l’ascoltatore in un mondo fatato in cui si incontrano i personaggi dei suoi sogni d’infanzia, ovvero Il mago di Oz, Peter Pan, Il Signore degli Anelli, Alice nel Paese delle Meraviglie, La spada nella roccia, Le cronache di Narnia e le novelle di Corum (legate alla Saga Di Elric di Michael Moorcock). Dal punto di vista musicale siamo di fronte ad una delle più belle canzoni composte dai Blind Guardian, con un intro misterioso, le chitarre che costruiscono riff memorabili, una batteria strepitosa ed un ritornello impreziosito da cori solenni: un brano notevole, una vera gemma. Il cantato è sofferto, rabbioso, ma al tempo stesso inframezzato da passaggi più dolci; si evince un desiderio mai sopito, una forte nostalgia nei confronti di un Universo, quello al di là dello specchio, che sembra essere perduto per sempre, ma che in realtà è sempre lì se si è capaci di tornare bambini. Kursch fornisce la chiave di lettura dell’intero disco: l’Immaginazione non come paradiso artificiale in cui rifugiarsi semplicemente, ma come mezzo per riappropriarsi di quella semplicità e genuinità che si perdono nell’età adulta e per riscoprire la bellezza che il mondo reale sembra aver smarrito. Il successivo “I’m Alive” è un brano tiratissimo fin dall’intro, con riff di chitarra e batteria aggressivi che, dopo un inaspettato stacco acustico, ripartono con una furia e una velocità che non lascia prigionieri. Il testo prende ispirazione dal Ciclo di Death Gate, dei romanzi fantasy scritti da Margaret Weis e Tracy Hickman. Il terzo brano, “A Past And Future Secret“, altro classico della band, è una ballata dolcissima dal sapore medievale in cui il vocalist impersona mago Merlino che racconta l’ascesa, la caduta di Re Artù e l’attesa per un suo futuro ritorno. Senza voler far torto alle altre validissime canzoni cito “The Script For My Requiem“, altra song epica e riuscitissima, dal ritornello trascinante e accattivante, da cantare a squarciagola. Il testo di questo brano racconta il viaggio, non privo di pericoli, di Sir Lancillotto alla ricerca del Graal. Si prosegue con un altro classico, “Mordred’s Song“, altra prova superlativa della band e del vocalist che sfodera l’ennesima performance da brividi. Kursch veste i panni di un eroe tragico, che sente su di sé il peso di un destino fatale già segnato; la vicenda di Mordred si conclude con “Bright Eyes“, altra gemma di pura bellezza di questo platter. Il protagonista del brano, dopo aver sfogato tutta la sua rabbia e il suo odio contro i genitori, realizza che il fato lo attende e che non ci sarà nessuno al suo fianco che lo potrà salvare. Il dramma e il pathos che si raggiungono in queste due brani dedicati allo sfortunato Mordred rappresentano uno dei tanti vertici compositivi della band tedesca. “Imaginations From The Other Side” si chiude con “And The Story Ends“, brano maestoso e solenne i cui contenuti si riallacciano alla titletrack. Nel testo il protagonista è invitato a fare una scelta: restare nel mondo reale o attraversare lo specchio e cercare l’ignoto. La canzone lascia quindi intendere che la storia in realtà non si conclude (vedi Beyond The Red Mirror).

In sintesi: I Blind Guardian, con questo album, hanno dimostrato di saper scrivere musica eccellente in perfetto connubio con i contenuti; un saliscendi di emozioni e sentimenti che ti strega fin dal primo ascolto. Che altro aggiungere? Signori, siamo al cospetto di un vero capolavoro: mettete le cuffie, fate partire la musica, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dall’Arte sapientemente profusa dai quattro Bardi.

Voto recensore
10
Etichetta: Virgin Records

Anno: 1995

Tracklist: 01. Imaginations From The Other Side 02. I'm Alive 03. A Past And Future Secret 04. The Script For My Requiem 05. Mordred's Song 06. Born In A Mourning Hall 07. Bright Eyes 08. Another Holy War 09. And The Story Ends
Sito Web: http://www.blind-guardian.com/

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. king diamond

    Tutti gli Dei decisero di dare prova della loro esistenza e mandarono sulla terra questo album!

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  2. Paul

    Ogni singola nota di questo disco risuona di “magico”, assieme a “Somewhere Far Beyond” e Nightfall In MIddle Earth” uno dei loro capolavori assoluti………..la sola frase “no Merlin is by my side” in “Bright Eyes” mi fa tuttora commuovere. Immenso.

    Reply

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