Blind Golem – Recensione: A Dream Of Fantasy

“I miei occhi desiderano la luce, all’alba di questo nuovo giorno, finalmente chiamerai il mio nome, per vivere lì al tuo fianco.”

Vivere il sogno, quando il rock era passione, fantasia e libertà senza confini, e il suono analogico toccava l’anima, facendo pulsare ogni strumento musicale, all’unisono con gli altri.

Osservo e studio la copertina di “A Dream Of Fantasy”, esordio del quintetto veronese dei Blind Golem per  Andromeda Relix, e la mente ritorna alle mitiche e calde illustrazioni di Rodney Mattews per capolavori leggendari di Uriah Heep, Magnum e Asia, e c’è proprio lui dietro alla creazione della cover, magicamente attraente e che definisce già l’obiettivo della band, fin dal titolo evocativo, che rimanda immediatamente ai giorni storici di Ken Hensley e i capolavori monumentali degli Heep anni settanta. Leggendo i crediti appare anche il grande tastierista e compositore (probabilmente nella sua ultima apparizione prima della scomparsa), in una “The Day Is Gone”  lenta e magnetica, benedetta dal Suo Hammond B3 e da una chitarra slide malinconica e sospesa, ben condotta dalla voce di Andrea Vilardo, che senza virtuosismi inutili riesce senza sforzo a dare il suo imprinting alla melodia del brano.

Questi cinque giovanotti si sognano certi dischi storici anche di notte, ed è normale sapere che una parte di loro arrivi dai Forever Heep, eccellente tribute band e dai Bullfrog, bella realtà che ci ha regalato sapide pagine di classic hard rock. Le loro forze creative unite formano i Blind Golem, e questo imperioso “A Dream Of Fantasy” è un lungo viaggio composto da 14 capitoli, in cui gli Uriah Heep sono certamente il punto di partenza, ma non la scontata conclusione. Le influenze parlano la lingua di Black Sabbath, Deep Purple, Led Zeppelin, Lucifer’s Friend, Magnum, Rainbow, ma anche il linguaggio dei dimenticati Black Bonzo, gruppo svedese autore, tra il 2004 ed il 2009 di tre dischi magnifici, sospesi tra passato, presente e futuro, assolutamente da recuperare.

Tutto suono vintage ma splendidamente fresco nel platter, prodotto magnificamente da Fabio Serra e dal gruppo stesso, in cui ogni strumento ha il suo palcoscenico perfetto, senza affondare gli altri, offrendo anche una splendida varietà stilistica, che rende la scaletta davvero ricca ed imprevedibile, ed ogni passo musicale degno di essere assaporato più volte. Non ascoltiamo nulla di “vecchio” o stantìo nei solchi di “A Dream Of Fantasy”, perché i Blind Golem riescono a trovare la loro dimensione personale, senza suonare come il clone di nessuno, ma semplicemente diventano i messaggeri di un universo sonoro che ha ancora molto da dire. Basterebbero le ombre dilatate e misteriche di “The Ghost Of Eveline” a dare senso all’acquisto del disco, oppure una “Night Of The Broken Dreams” che parte come un omaggio a “Rain” ed evolve come una fatata ballata elettrica, degna di “On a Storyteller’s Night”. Pianistici, elettrici, lenti o veloci, oppure acustici, corali o dilatati, i Blind Golem non tradiscono mai, confezionando con “A Dream Of Fantasy” un gioiello di musica progressivamente modernissima. Colossale!

Etichetta: Andromeda Relix

Anno: 2021

Tracklist: 01. Devil In A Dream 02. Sunbreaker 03. Screaming To The Stars 04. Scarlet Eyes 05. Bright Light 06. The Day Is Gone 07. The Ghost Of Eveline 08. Night Of The Broken Dreams 09. Pegasus 10. The Gathering 11. Star Of The Darkest Night 12. Carousel 13. Living And Dying 14. A Spell And A Charm
Sito Web: https://www.facebook.com/BlindGolem/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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