Blind Channel – Recensione: Lifestyles Of The Sick & Dangerous

2021. Faccio la conoscenza dei finlandesi Blind Channel, come molte altre persone, durante l’edizione dell’ESC vinta poi dai Måneskin. Il primo impatto è terribile. La band si propone con “Dark Side”, un pezzo alternative/nu che anche da primo ascolto mi sapeva di già sentito. Aggiunto un comparto lirico che, piaccia o meno, decisamente non è per me e mi dimentico quasi subito della band. O almeno ci provo. “Dark Side” mi rimane inchiodata in testa per settimane. Ingoio l’orgoglio e torno sulle sue tracce trovando una canzone molto meno “standard” rispetto all’idea che mi ero fatto al principio. Scatta la scintilla. Più di un anno dopo la band rilascia “Lifestyles Of The Sick & Dangerous”, un LP di 35 minuti che contiene 11 brani tra singoli recenti e pezzi nuovi.

La opener “Opinions” getta in modo solido le basi di quello che sarà il comparto artistico del progetto. Un bellissimo crescendo che sfocia in un ritornello pomposo e memorabile. Già da qui si deduce l’impronta moderna data alla produzione del tutto. I synths tagliano fuori il basso e prendono il posto delle chitarre come muro portante (pochi gli accenni di un guitar work interessante o fantasioso in tutto l’album, su tutti il riff di “We Are No Saints”), scelta che comunque non toglie valore al disco. Anzi, il comparto elettronica è gestito con molta testa. Non siamo mai di fronte a sprizzi di innovazione ma tutto funziona decisamente come deve. La produzione degli elementi full-band resta in linea con i canoni di oggigiorno. “Lifestyles…” suona, e suona molto bene. Segue nella tracklist la sopracitata “Dark Side” che ormai mi perseguita, ma resta un pezzo che ascolto sempre più che volentieri. “Don’t Fix Me” e la susseguente “Bad Idea” sono due tracce con sfumature che riportano un po’ alla mente l’emo nuova scuola degli anni 2010. Roba alla Bring Me The Horizon, per intenderci. Tutte sfaccettature che apprezzo molto, sia chiaro. Più prosegue il disco, e più due aspetti soggettivi si palesano però come spettri. La concezione moderna non riguarda solo la produzione, ma anche la stessa idea di “album”, gestito più come una raccolta di singoli che come entità a se stante. Nulla di grave, ovviamente. Non la mia visione preferita, ma decisamente un punto a favore nel marketizzare il tutto alle nuove generazioni. È uno di quei piccoli fastidi che una volta capito, sparisce.
Una cosa che non è sparita per tutta la durata del lavoro invece è una scrittura di testi che davvero non mi ha lasciato nulla. Ancora, puramente personale. Ma la sensazione è che i temi trattati vogliono anche essere presi sul serio (salute mentale, industria musicale eccetera) ma si perdono in frasi decisamente troppo sul lato provocatorio e, passatemi il termine da millenial, edgy. A livello di testi però ammetto una chiara preferenza quindi niente di oggettivamente condannabile. Tornando con la testa al comparto musicale e melodico, le influenze nu/core dei sei di Oulu prendono le luci di scena nelle successive “Alive Or Only Burning” e “Balboa”. Influenze molto apprezzabili che si mischiano davvero bene nel calderone di generi che compongono questo progetto. Segue un intermezzo che un po’ cozza con la concezione quasi da “greatest hits” del disco, ma che allo stesso tempo apre e valorizza “We Are No Saints” che, come dicevo prima, tira fuori i chitarroni e si eleva ad uno dei pezzi più riusciti di questo “Lifestyles…”. A chiudere il lavoro troviamo il trittico “Autopsy”, “Glory For The Greedy” e “Thank You For The Pain”, con “Glory…” che tocca il punto più alto a livello lirico. Un bello schiaffo alle etichette, ed in generale al modus operandi fallato del music business più in grande.

Il disco scorre veramente bene, grazie anche ad una produzione al top di classe ed una scrittura ragionata e sempre intrattenente. Nota di merito alle voci di Joel e Niko, che funzionano davvero bene insieme. La sintonia c’è e si nota, come la sintonia tra Tommi dietro al kit, che picchia a dovere, e Aleksi ai synths. Alla fine, ci troviamo davanti ad un lavoro parecchio godibile, che tiene incollato l’ascoltatore con melodie sempre azzeccate e dinamiche imprevedibili. Un gruppo di musicisti decisamente talentuosi, ed un messaggio che passa nonostante a me non sia arrivato completamente. Per essere la band che mi aveva fatto storcere il naso all’ESC solo un anno fa, questo “Lifestyles Of The Sick & Dangerous” mi ha piacevolmente sorpreso e sicuramente merita anche solo un easy listening se siete in cerca di qualcosa di moderno ma non ritrito!

Etichetta: Century Media Records

Anno: 2022

Tracklist: 01. Opinions 02. Dark Side 03. Don’t Fix Me 04. Bad Idea 05. Alive Or Only Burning 06. Balboa 07. National Heroes 08. We Are No Saints 09. Autopsy 10. Glory For The Greedy 11. Thank You For The Pain
Sito Web: https://www.blindchannelofficial.com

Matteo Pastori

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Nerd ventitreenne appassionato di tutto ciò che è horror, bassista a tempo perso e cresciuto a pane e Metallica. La musica non ha mai avuto etichette per me, questo fa si che possa ancora sorprendermi di disco in disco.

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