High On Fire – Recensione: Blessed Black Wings

Sospinto da ali nere, maestose, il terzo, poderoso e calpestante lavoro degli High On Fire giunge a noi, minaccioso e cupo. Dopo la claustrofobica e inquietante esperienza di ‘Surrounded By Thieves’, in cui le canzoni ci davano proprio la sensazione di essere circondati da personaggi poco raccomandabili, si giunge al sequel -in senso di cattiveria e angoscia trasmesse- ‘Blessed Black Wings’, nero opaco. Non c’è via di fuga, non c’è scampo. Gli individui pericolosi di poco fa si sono trasformati in demoni alati che volteggiano sopra le nostre teste. Il roboante drumming di Des si eleva sopra ogni cosa, nell’intro di ‘Devilution’, e rende alla perfezione il vorticoso spostamento d’aria e il possente incedere su potenti zampe. Un’abrasione dai suoni detonanti e dalle ritmiche schiacciasassi, la cui evoluzione non è affatto presa in considerazione, forse uno dei difetti che spiccano maggiormente. ‘To Cross The Bridge’ è la canzone che riesce ad attirare l’attenzione più delle altre. Vi si alternano momenti calmi -e per nulla tranquilli- a lunghi periodi di selvaggio avanzamento di onde sonore sparate dritte al basso ventre, ovviamente il tutto avvalorato dalla voce al vetriolo di Matt Pyke. Unica pecca, ricordiamolo ancora, è la monotonia delle ritmiche e l’assenza di idee brillanti, che troppo ricordano il precedente album. Disco valido e comunque nella media delle uscite del settore, sicuro… ma se proprio ci vogliamo ascoltare qualcosa di Matt Pyke, tiriamo fuori ‘Jerusalem’, firmato Sleep.

Voto recensore
6
Etichetta: Relapse / Self

Anno: 2005

Tracklist:
01 Devilution
02 The Face Of Oblivion
03 Brother In The Wind
04 Cometh Down Hessian
05 Blessed Black Wings
06 Anointing Of Seer
07 To Cross The Bridge
08 Silver Back
09 Sons Of Thunder

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