Bleed From Within – Recensione: Fracture

A soli due anni dalla pubblicazione di “Era”, un album che li ha lanciati davvero in alto nel panorama del Metal moderno, fanno ritorno i Bleed From Within. La band di Glasgow ci presenta il suo quinto full-length chiamato Fracture. Secondo quanto affermato dai nostri, questa nuova fatica rappresenta un vero e proprio cambiamento, ma attenzione, non tanto per quanto riguarda il sound, ma proprio a livello compositivo e sentimentale. I Bleed From Within infatti si dicono cresciuti molto negli ultimi anni, soprattutto a seguito dei numerosi tour con band di grosso calibro, come ad esempio gli As I Lay Dying o gli Any Given Day. Un cambiamento che, detto in modo sincero, si avvertirà ascoltando l’album.

Fracture mantiene, dall’inizio alla fine, un tiro piuttosto forte e lineare, tutti i brani infatti si trovano su un livello più o meno stabile. A dare inizio alle danze troviamo “The End Of All We Know”, potente e massiccia. Ad attirare la nostra attenzione c’è un ritornello alquanto catchy, tendente al Metalcore, che intervalla strofe caratterizzate da un sound vigoroso. Questo primo brano fa capire quali sono le intenzioni della band, che in questo album ha preferito parecchio sperimentare e migliorare sulla parte melodica. Un buon connubio tra Core e Melodic Death è rappresentato da “Into Nothing”, dominato da sferzanti riff di chitarra. La title-track si rivela il brano più suggestivo e mutevole, davvero curioso e dall’anima sconvolgente. Seguono le tre mine dell’album, ovvero “Night Crossing”, “For All To See” e, soprattutto, la demolitrice “Ascend”, dal sound atroce. Una buona quantità di innovazione ce la regala l’ultimo brano, “A Depth That No One Dares” che, secondo quanto detto dai nostri, rappresenta la migliore traccia all’interno di Fracture e che mostra tutta la maturazione della band di Glasgow.

I Bleed From Within tornano in grande stile insomma, dimostrando davvero di essere cresciuti tanto in questi ultimi anni, le differenze con “Era” sono ben tangibili e Fracture si rivela un album davvero ben fatto e che stupirà i fan del genere. Le numerose influenze che hanno portato i nostri dove sono ora sono percepibili, molti sono i punti in cui saltano alla mente band come i Bad Omens ad esempio, ma la cosa positiva è che gli scozzesi riescono a rendere comunque il loro sound abbastanza personale senza rischiare di risultare la copia di un’altra band. Tanto di cappello per questi ragazzi, quindi, che sicuramente hanno ancora tanto da dire e ce lo dimostreranno con il passare del tempo.

Etichetta: Century Media

Anno: 2020

Tracklist: 01. The End Of All We Know 02. Pathfinder 03. Into Nothing 04. Fall Away 05. Fracture 06. Night Crossing 07. For All To See 08. Ascend 09. Utopia 10. A Depth That No One Dares

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login