Bleed From Within – Recensione: Era

Paladini del metalcore sin dal 2005 gli scozzesi Bleed From Within si fanno trovare pronti, a ben cinque anni dal loro album precedente, per una nuova uscita, ancora una volta impregnata del sound familiare che è matrice comune di chi il genere lo suona, ma, almeno in alcuni particolari, non totalmente scontato come accade per moltissime altre band che gravitano intorno alla stessa scena.

Partendo infatti da un esordio accostabile al deathcore il percorso della band ha portato, già nell’album precedente, i nostri ad abbracciare qualche passaggio melodico in più e una certa varietà che ritroviamo, se pur in forma leggermente diversa, anche in questo “Era”.

L’iniziale “Clarity” ci porta subito in territorio classicamente metalcore, con una produzione estremamente pompata, screaming aggressivo, groove e breakdown ben dosati, e un’apertura melodica che indubbiamente funziona. Anche se in fondo si tratta più o meno dei soliti elementi, piace come il gruppo riesca a regolare la dinamica e le sfumature, risultando quindi sufficientemente brillante e trascinante.

Crown Of Misery”, “Cast Down” e “Afterlife” mostrano certamente punti di contatto con lo stile di band come Parkway Drive o Architects, ma con minori concessioni alla melodia e una compattezza di fondo che impressiona. Non inventano nulla i Bleed From Within, ma picchiano durissimo e propongono canzoni che crescono e si evolvono in modo costante.

Un buon esempio di tale efficace strutturazione è “Shiver”, possente nell’incedere quadrato, ma comunque cangiante e percorsa da ritmiche vibranti. Così come la furiosa “Bed Of Snakes” o la molto melodica “I Am Olbivion, Pt. II”. In queste tracce fa capolino l’altro aspetto che funziona nel songwriting del gruppo, ovver la varietà. Pur senza uscire da confini stilistici ben rintracciabili, la band riesce a mettere in atto una trasformazione continua, mettendo così in luce sia una buona tecnica strumentale che un gusto per la singola canzone superiore alla media.

Non saranno dei fenomeni e non sono certamente così riconoscibili da rappresentare una novità nel fin troppo saturo mondo del metalcore, ma i Bleed from Within sono una band di settore estremamente competente e capace di tenere alta la tensione grazie a qualità compositive innegabili e ad una coerenza stilistica che non si trasforma mai in immobilismo senza ispirazione. Se seguite il genere “Era” è senza alcun dubbio una delle uscite top del momento.

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2018


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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