Blaze Of Perdition – Recensione: Near Death Revelations

Un black metal primordiale, dal forte taglio esoterico e misterioso, trova un’interessante traduzione in “Near Death Revelations”, terza prova sulla lunga distanza dei polacchi Blaze Of Perdition. La band, ricostituitasi dopo un grave incidente automobilistico accaduto nel 2013 e che costò la vita all’allora bassista Ikaroz, si ripresenta fresca di contratto con Agonia Records e attraverso il nuovo disco mostra una forte volontà di ripresa.

I Blaze Of Perdition sono dunque testimoni di un black vicino ai dettami della tradizione ma interessato da un alone melodico rarefatto che ben si accompagna a un panorama lirico di carattere magico/filosofico, in cui il concetto di satanismo trova la sua analisi nel pensiero di Crowley e nella mitologia pre-cristiana. Sette canzoni dal minutaggio lungo e dalle dinamiche piuttosto similari ma che non mancano di offrire una certa varietà grazie non solo ad un bagaglio esecutivo affinato ma anche a soluzioni leggermente diverse come solfurei rallentamenti e sporadici ricorsi ai cori e al parlato.

I brani paiono ciascuno una preghiera, una sorta di elemento di un percorso liturgico che si snoda attraverso sensazioni misteriose e inquietanti, dove la violenza esecutiva è talvolta negata da passaggi atmosferici che svaniscono perchè la rabbia riprenda il controllo. L’opener “Królestwo Niczyje” (in polacco “Regno Di Nessuno”), risveglia un afflato epico accentuato dall’utilizzo della lingua madre e dalla regolarità del pezzo. Sale sugli scudi la voce diabolica di Sonneillon, ma subito appare nevralgico anche il contributo delle chitarre di Revenger e XCIII, che tessono cascate di riff a formare un muro sonoro.

Talvolta si scorge una violenza che chiama in causa i primi Watain e i Marduk, nel fiero incedere guerresco di “Dreams Shall Flesh” e “Of No Light”, talaltra ecco intervenire soluzioni doomish a creare brevi momenti di respiro, capaci di fornire ulteriore tensione ad episodi come “Into The Void Again” e “The Tunnel”, buonissimi esempi di un platter che forse non sarà ricordato come uno dei migliori dell’anno in corso, ma di certo encomiabile per competenza, credibilità e attitudine.

Un disco di black metal di certo privo di troppe pretese evolutive ma apprezzabile in forza di un songwriting ben rodato ed esecuzioni coinvolgenti.

Voto recensore
7
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Królestwo Niczyje
02. Into The Void Again
03. When Mirrors Shatter
04. Dreams Shall Flesh
05. Cold Morning Fears
06. The Tunnel
07. Of No Light


Sito Web: https://www.facebook.com/blazeofperdition

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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