Blackrain – Recensione: Dying Breed

A tre anni di distanza dal valido “Released” ritroviamo in pista i francesi BlackRain con  un nuovo album intitolato “Dying Breed” il loro sesto lavoro in studio. Il gruppo questa volta ha composto e registrato il disco in Svezia, dove Swan, il frontman risiede in modo permanente. Attorniati dalla musica elettronica e dall’RNB e colpiti dalla prematura scomparsa di molti dei loro idoli che hanno fatto la storia del rock hanno spesso risposto alle domande della gente che chiedeva loro il perché indossassero ancora i panni dei rocker vecchio stile con i capelli lunghi.

La risposta è in questo album “Dying Breed” che li fa sentire proprio come una razza morente, gli ultimi del loro genere, ma non per questo vogliono mollare la spugna, anzi con queste dieci nuove composizioni di zecca vogliono a modo loro farsi sentire ancora di più e sbattere in faccia ai modaioli di turno che il rock quello vero non morirà mai, a discapito dei trend e delle mode passeggere. E lo fanno con decisa convinzione, appena partono le note della title track veniamo travolti da un sound potente che da subito la carica e che ci lascia stupefatti in quanto la band sembra davvero su di giri e non da meno la successiva “Hellfire”, trascinante, dotata di un ritornello micidiale che in sede live ha tutte le carte in regola per fare ancora più presa.

Blast Me Up” è un pezzo incalzante caratterizzato da chitarre taglienti e da parti vocali grintose, un altro highlight di questo platter a cui segue la più ruffiana “Nobody Can Change”, puro eighties style all’ennesima potenza, semplice ma efficace quanto basta. Un pizzico di modernità si trova nella galoppante  “Like Me”, mentre con “All Angels Have Gone” la band mostra il suo lato più soft e melodico con la power ballad di rito per niente stucchevole che ricorda gli ultimi Negative.  “We Are The Mayhem” ricorda le sonorità dei primi Bon Jovi, mentre “Rock Radio” è squisitamente anthemica con un approccio molto da musical anche per la sua coralità d’insieme a cui seguono la vigorosa “Public Enemy” e la più melodica e radio friendly “A Call From The Inside”, degno epilogo di un lavoro ottimamente prodotto e consigliato agli estimatori di questo genere che auspicano sudore e divertimento dalla musica che più amano.

Etichetta: Steamhammer/SPV

Anno: 2019

Tracklist: Tracklist: 01. Dying Breed 02. Hellfire 03. Blast Me Up 04. Nobody Can Change 05. Like Me 06. All Angels Have Gone 07. We Are The Mayhem 08. Rock Radio 09. Public Enemy 10. A Call From The Inside
Sito Web: http://blackrain.fr/

eva.cociani

view all posts

Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login