Dynamite – Recensione: Blackout Station

I Dynamite sono l’ennesimo gruppo partorito dalla fiorente scena Made in Sweden, ma non sono riconducibili al filone più vicino allo sleaze-glam, tipo Crashdiet per capirci, ma sono più legati all’hard rock robusto, sanguigno e viscerale di una band come gli Ac/Dc, infatti bastano poche note per sentire il richiamo della formazione australiana, soprattutto a livello vocale ci sono parecchie similitudini tra il bravo Mattis e il mitico Bon Scott. Ad ogni modo la formazione riesce a trovare la sua strada e sebbene il fantasma della band di Angus Young aleggi parecchio su questo “Blackout Station” il risultato è lo stesso soddisfacente e il platter riesce nel suo intento di intrattenere e divertire.

I brani migliori e più energici sono tutti concentrati nella prima parte dell’album ed è impossibile rimanere fermi sulla groovy “Burn It Down”, la trascinante “Hail Rock’N’Roll”, decisamente il pezzo più riuscito e coinvolgente dell’intero lavoro e la più southern-oriented “It’s A Long Way Home”. Sicuramente il gruppo non inventa nulla di nuovo, questo è poco ma sicuro, ma assieme ai conterranei ben più famosi Airbourne riportano all’attenzione un genere e un modo di concepire la musica molto amato e che non morirà mai alla faccia dei trend e delle mode. Date una chance a questi Dynamite, non ve ne pentirete.

Voto recensore
7
Etichetta: High Roller Records/Soulfood

Anno: 2014

Tracklist:

01. Blackout Station

02. Talk Is Cheap

03. Burn It Down

04. Hail Rock'N’Roll

05. It’s A Long Way Home

06. Grind For A Dime

07. Give It To Me

08. Hard To Please

09. Damn You Woman

10. Wild And Untamed


Sito Web: http://www.dynamitesweden.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login