Project Pitchfork – Recensione: Black

Dopo averci fatto divertire con i suoi Santa Hates You, progetto se vogliamo più disincantato e dai ritmi “pompati”, il buon Peter Spilles torna con i Project Pitchfork, sua band principale. Torna e non ce n’è più per nessuno. Questa volta i Project Pitchfork hanno fatto un vero salto di qualità e il nuovo album “Black” è una delle migliori creature uscite dalla scena elettronica negli ultimi tempi. Nel disco troverete proprio tutto, dalle melodie efficaci a soluzioni sonore non machiavelliche ma comunque ricercate, il tutto unito a un panorama lirico talvolta poetico, talaltra impegnato e ricco di riferimenti all’attuale situazione della società mondiale. In ogni singolo brano di “Black”, possiamo notare come la band trovi sempre il refrain indovinato e la base elettronica gradevole, senza tuttavia scadere mai nel banale e nel già sentito (e chi mastica elettronica sa bene come questo rischio sia sempre dietro l’angolo), mettendo in mostra un ampio spettro di influenze che chiamano in causa anche la darkwave e la EBM degli anni’80. Già l’opener “Pitch-Black” si rivela un ottimo biglietto da visita, con il suo incedere in tempi medi e con melodie accattivanti, ma sempre capace di mantenere un alone di crepuscolarità, una caratteristica che non verrà mai a mancare nel corso dell’album. Notiamo come la voce sia questa volta ancora più versatile, passando da un cavernoso growl al pulito a seconda delle esigenze di ogni canzone. C’è un tocco di rock in “Drums Of Death”, mentre “The Circus” propone una base elettronica sincopata che la rende onirica e surreale, ideale metafora di un popolo di “scimmie” colpito dalle sarcastiche (e veritiere) liriche. “Rain”, morbida e con un occhio puntato alla darkwave degli anni ’80, è un perfetto singolo, ideale ponte per un brano introspettivo e altrettanto elegante come “Contract”, dove un synth dai toni molto vintage si mischia con disinvoltura a una base industrial moderna. Il finale è da brividi, con la magnifica “Black Sanctuary”, un brano che colpisce nel segno per la sua natura epica e potente che non diventa mai inutile enfasi e con “Nil”, una “electro-ballad” sinuosa ed elegante, guidata dalle tastiere e dalle percussioni. “Black” è esattamente l’album completo e maturo che ti aspetteresti da una band con esperienza ultraventennale come i Project Pitchfork, che di fatto si confermano tra i migliori rappresentanti dell’elettronica d’essai. Ricordiamo che l’album sarà disponibile anche in un’edizione limitata contenente un secondo Cd con inediti e remixes, oltre a una versione per collezionisti comprensiva di una t-shirt della band.

Voto recensore
8
Etichetta: Trisol / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Pitch-Black
02.  Drums Of Death
03.  Enchanted Dots Of Light
04.  The Circus
05.  Rain
06.  Contract
07.  Storm Flower
08.  Acid Ocean
09.  Black Sanctuary
10.  Nil


Sito Web: www.pitchfork.de

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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