Black Tusk – Recensione: Pillars Of Ash

Una bellissima copertina ci introduce al nuovo album dei Black Tusk: la formazione guidata da Andrew Fidler (chitarra e voce), accompagnato da Jamie May (batteria e voce) ha subito la perdite dell’amico Jonathan Athon (basso e voce) in un incidente stradale e ora vede fra i propri ranghi Corey Barhorst: un album dedicato giustamente al compagno di vita on the road e che suona dannatamente vero.

Uno sludge/stoner slabbrato, suonato in maniera ruvida e con lo stile southern, impregnato di oscurità al punto giusto ma diretto e frontale come un treno lanciato ai 200 chilometri orari sui binari del disagio: fin dall’opening track “God’s On Vacation” incontriamo voci indiavolate, poca apertura melodica e una base robusta, registrata bene e con l’appeal giusto.

Anche i titoli non scherzano, a livello di malessere: “Desolation Of Endless Times” (tirata e diretta), “Bleed On Your Knees” col suo armamentario a base di cambi di tempo, sfuriate e un assolo che riporta alla mente certi schemi di rock nordico. Il crocicchio al quale si può incontrare il genere musicale suonato dai Black Tusk deriva dal congiungimento delle vie rappresentate dai Mastodon (sentire il giro di chitarra di “Beyond The Divide”), Kylesa, Baroness e Motorhead.

I ragazzi ci danno dentro e fra il basso tonico nella parte finale di “Born Of Strife”, una “Black Tide” molto convincente e la cover dei Tank 18 “Punk Out” che riporta in auge un thrash-core-punk per qualche minuti, il trio di Savannah (Georgia) se la cava egregiamente riuscendo a convincere appieno per quanto riguarda le doti compositive. Una piccola nota stonata riguarda le parti vocali, un po’ statiche, ma non si può avere proprio tutto e il genere in cui si inseriscono in fin dei conti giustifica questa scelta.

In definitiva un ottimo ricordo del compagno di scorribande scomparso, con la voglia di continuare a guardare avanti e proporre il genere che si è sempre amato: grazie a gruppi come i Black Tusk ha senso parlare di una scena dura e pura che non deluderà mai.

Black Tusk - Pillars of Ash

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2016

Tracklist: 1. God’s On Vacation 2. Desolation Of Endless Times 3. Bleed On Your Knees 4. Born Of Strife 5. Damned In The Ground 6. Beyond The Divide 7. Black Tide 8. Still Not Well 9. Walk Among The Sky 10. Punk Out 11. Leveling
Sito Web: http://www.blacktuskterror.com

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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