Fuori Uso – Recensione: Black Signs

Arrabbiati, politicamente scorretti, aggressivi, con un sound di tutto rispetto e una grinta da spaccare il mondo. Ascoltando soprattutto i primi brani del disco d’esordio dei bergamaschi Fuoriuso, ma anche solo guardando la copertina del disco, con una bambina dall’aspetto apparentemente innocente, e in realtà pronta per girare la scena madre di un film horror, verrebbe da pensare soprattutto questo. E che dire del brano dall’ermetico titolo ‘F.T.W.’, che in realtà sta per ‘Fuck The World’, ritornello ripetuto ossessivamente per un numero imprecisato di volte, i cui concetti fondamentali sono ripresi anche nella cover degli immortali Sex Pistols, ovvero “Liar”? E’ chiaro che un gruppo che se la prende così tanto praticamente con tutto ciò che gli capita a tiro, o vuole provocare o ha dei membri veramente depressi. Comunque, sempre meglio sfogarsi facendo musica (possibilmente anche di buon livello) che chiudersi in casa o andare in giro ad ammazzare vecchiette.

La band è molto coerente con se stessa e lo stile musicale (nonché quello legato al look), hard rock anni ’80 ma con molti riferimenti al punk (questi, in particolare, sono evidenti in ‘Are You Alright’) e all’heavy metal propriamente detto, si mantiene praticamente allo stesso modo per tutta la durata del disco. Al rock veloce, dalle melodie abbastanza scarne, con una voce non proprio particolare per quanto riguarda il timbro, ma comunque precisa ed espressiva in tutti i momenti, si sostituisce solo in un pezzo una componente acustica, vale a dire nella seconda versione di ‘Sexy Teens’: tanto la prima è arrabbiata e veloce, quanto questa è spaventosamente delicata ed angosciata, e bastano solo la voce e il piano per rendere questa atmosfera realistica. La produzione del disco poi, che in gran parte mette in risalto le chitarre su tutto il resto, è in questo caso particolarmente bilanciata.

I Fuoriuso quindi sono parecchio arrabbiati, non lasciano spazio a sentimenti come l’amore, che più che una bella realtà è da loro considerato un qualcosa di onirico e come tale irraggiungibile, e per sopperire a questa mancanza si buttano nel resto delle loro attività con un senso di disperazione latente, che li porta ad affermare con convinzione che ‘Hell is better than all’, precisamente nel ritornello di ‘Danger In The City’. Il disco comunque è in generale valido, nonostante i messaggi un po’ distruttivi che propone, anche se magari non corrispondono proprio ala realtà.

Voto recensore
6
Etichetta: Sweet Poison Records/ Self

Anno: 2006

Tracklist:

01. Intro
02. Sexy Teens (The Ecstasy)
03. F.T.W.
04. My Sweet Witch
05. Are You Alright
06. Liar (Sex Pistols Cover)
07. Decadence Dream
08. Love Desire
09. Solid Guy
10. Sexy Teens (The Dream)


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