Black Sabbath – Recensione: The End

Questa volta è finita davvero, o almeno così sembra. Che poi i Black Sabbath possano ripensarci non è da escludere, la coerenza non è mai stata il miglior pregio di un inossidabile rocker. E questi tre signori, di rock ne hanno vissuto tanto.

Nel frattempo li troviamo impegnati in un final tour organizzato per salutare i propri fan e il successo al botteghino dell’evento (vi ricordiamo che anche i biglietti per la data italiana, il 13 Giugno all’Arena di Verona, sono esauriti da tempo) è senza dubbio testimone di quanto i Sabs non siano tanto un fenomeno generazionale, quanto un solido, intramontabile punto di riferimento per chi segue la musica metal e non soltanto.

“The End” è un Ep di otto tracce, quattro inedite e altrettante dal vivo. Non lo troverete nei negozi, il mini album sarà disponibile soltanto durante i live show del gruppo inglese. Il fatto che i quattro brani mai pubblicati siano registrazioni escluse dall’ultimo “13”, la dice lunga su quanto l’utilità di questo disco possa essere opinabile, ma in fondo siamo di fronte a un prodotto che potrebbe diventare un buon pezzo da collezione. Noi ci limiteremo a descriverlo, sarà poi l’interesse e  l’affetto di ogni singolo fan a decidere.

I quattro pezzi nuovi (li potete ascoltare seguendo questo link) sono nel complesso senza infamia e senza lode. Laccate a modino dal buon Rick Rubin, le canzoni sono in sostanza quattro episodi di doom metal roccioso e dal taglio moderno, eseguiti con tutta la professionalità di chi fa questo mestiere da una vita (e chi mancherebbe!) ma che onestamente danno pochi sussulti. Convincono di più “Season Of The Dead” e “Isolated Man”, entrambi dotati di una melodia portante sibillina e oscura in tipico Sabbath style e piuttosto intriganti, anche se di certo non rimarranno nella memoria collettiva come i classici della band. Un po’ più ripetitive e spente, “Cry All Night” e “Take Me Home” lasciano il tempo che trovano, ma entrambe possiedono una parte centrale irrorata di melodia dove emerge la chitarra e si esalta lo stile di Tony Iommi.

Seguono quattro tracce dal vivo (non a caso i brani più rappresentativi di “13”) eseguiti  con tutta l’energia che questi indistruttibili vecchiacci sanno ancora metterci sul palco e davvero efficaci nella dimensione live. Niente di più da aggiungere, a voi la scelta. E appuntamento a Verona.

Black Sabbath - the end

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Indipendente

Anno: 2016

Tracklist: 01. Season Of The Dead 02. Cry All Night 03. Take Me Home 04. Isolated Man 05. God Is Dead? (Live Sydney, Australia 4/27/13) 06. Under The Sun (Live Auckland, New Zealand 4/20/13) 07. End Of The Beginning (Live Hamilton, ON Canada 4/11/14) 08. Age Of Reason (Live Hamilton, ON Canada 4/11/14)
Sito Web: http://www.blacksabbath.com/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Riccardo Manazza

    Una mezza schifezza secondo me. Solo il nome Black Sabbath sulla copertina lo rende qualcosa di interessante… sarà, appunto, un pezzo da collezione.

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login