Living Dead Lights – Recensione: Black Letters

Con un monicker come quello dei Living Dead Lights si poteva incappare nel rischio di trovarsi davanti l’ennesima band totalmente asservita all’immaginario horror e dalle sonorità pesantemente influenzate da gruppi come Wednesday 13 e simili. Ma il più delle volte le apparenze ingannano e questo debutto della formazione americana è un vero e proprio toccasana per gli amanti dell’hard rock robusto di nuova generazione che vedono in gruppi come Buckcherry, Papa Roach, Avengend Sevenfold i maggiori punti di riferimento, senza dimenticare i seminali Guns N’ Roses, infatti non a caso il gruppo si trova sotto le ali del noto Doug Goldstein, uno dei primi manager delle pistole e delle rose.

“I’ll Be Your Frankenstein”, il primo brano ha un inizio violentissimo, con il cantato in screaming che toglie proprio il fiato, mentre con la successiva “It’s Drowing In My Veins” esce lo spirito più rock ‘n’ roll della band, sempre comunque caratterizzato da un approccio più modernista nel sound.

“This Is Our Evolution” il brano scelto anche come primo singolo e video ha tutte le caratteristiche per  scalare le classifiche, ruffiano quanto basta e dall’appeal immediato, mentre con “Everybody” si ritorna a premere il pedale sull’acceleratore e sostanzialmente il resto di “Black Letters” si mantiene su questi buoni livelli, tranne in qualche episodio trascurabile e privo di mordente come “Vacant” e l’anonima “I’m Dead To Myself”. In conclusione questo è un debutto che non fa gridare al miracolo ma ha lo scopo di divertire e intrattenere e questo lo fa alla grande

Voto recensore
7,5
Etichetta: GB Sound Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. I’ll Be Your Frankenstein

02. It’s Drowing In My Veins

03. This Is Our Evolution

04. Everybody

05. Vacant

06. Follow

07. I’m Dead To Myself

08. Amerikan Eyes

09. Johnny

10. Hey Stranger!

11. Falling Down

12. Ghost & Saints


Sito Web: http://livingdeadlights.com/

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