Black Fast – Recensione: Spectre of Ruin

Nomen omen, erano soliti ripetere i latini, a indicare come nel nome di una persona sia indicato il suo destino. I Black Fast, nel scegliersi il proprio monicker, hanno rispettato questa locuzione racchiudendo in due parole il manifesto programmatico della band. “Veloce” e “oscuro”, parole migliori non potrebbero esserci per definire la musica del quartetto originario di St. Louis, nel Missouri, dedito a un Thrash Metal estremamente tecnico e caratterizzato da un’aura nera e malvagia che li avvicina a lidi Black Metal.

Nato nel 2010, il combo statunitense giunge alla pubblicazione del suo terzo disco, intitolato “Spectre Of Ruin”, uscito in questa calda estate sotto l’egida di eOne Music. Rispetto alla precedente ottima prova – “Terms Of Surrender” del 2015 – i Nostri decidono di tener fede al loro nome e di spingere forte sulle acceleratore, imprimendo al proprio sound una sferzata davvero notevole. 

Se il precedente platter, infatti, brillava grazie agli intrecci chitarristici di Aaron Akin e Trevor Johanson, i repentini cambi di tempo e alla terremotante sezione ritmica di Ryan Thompson (basso) e Ross Burnett (batteria), “Spectre Of Ruin” colpisce per la forza impressionante con la quale i Black Fast picchiano duro dal primo all’ultimo secondo di questo intensissimo album. Rispetto al predecessore, quest’ultima prova, dunque, si presente più compatta, omogenea e devastante, mostrandoci un gruppo deciso a portare avanti una propria visione di Metal coerente e assolutamente credibile.

Nemmeno il tempo di schiacciare il tasto Play che subito veniamo travolti dall’impeto di “Cloak Of Lies”, primo singolo estratto dal disco e bigliettino da visita dei Black Fast. Questo brano racchiude tutti gli elementi che ritroveremo in seguito, ovvero riff precisi e taglienti, assoli fulminanti, la voce al vetriolo di Akin, basso e batteria martellanti. A questi aspetti si aggiunge la costante ricerca di una melodia accattivante: tracce come “Sihouette Usurper” o “Scarecrow And Spectre” sono il fulgido esempio di questa attenzione riposta in fase di composizione e costruzione dei brani.

Superato il trittico inziale di “Spectre Of Ruin”, si continua a viaggiare su tempi similari, sulle note della cattivissima “Phantom I Am“, della mistica “Temple Of Leviathan” o della conclusiva “Husk“, dotata di un tiro oscuro. Ogni brano esalta le peculiarità precedentemente indicate, in un crescendo di intensità e l’omogeneità delle canzoni non rappresenta un limite grazie alla grande cura riposta nel songwriting.

I Black Fast sono tornati ancora più convinti e desiderosi di presentarci il loro Thrash Metal robusto e diretto, suonato con grande perizia tecnica e una padronanza degli strumenti superba. Il risultato sono nove brani ottimi che ci restituiscono un gruppo che ha ancora molto da dare alla causa della musica estrema.

Black Fast Spectre of Ruin cover album 2018

Voto recensore
7,5
Etichetta: Entertainment One Music

Anno: 2018

Tracklist: 01. Cloak Of Lies 02. Silhouette Usurper 03. Scarecrow And Spectre 04. Phantom I Am 05. Mist Of Ruin 06. Temple Of Leviathan 07. Famine Angel 08. Crescent Aberration 09. Husk
Sito Web: http://www.blackfastmusic.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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