Black Cobra – Recensione: Imperium Simulacra

Gli americani Black Cobra tagliano il significativo traguardo del quindicesimo anno di attività e tornano sul mercato discografico con “Imperium Simulacra”, quinto album in studio del two-piece dedito a un caratteristico sludge metal sporcato di punk-hardcore.

In occasione del nuovo album, Jason Landrian (chitarra, voce) e Rafael Martinez (batteria) non solo arrivano al deal con una label di spessore come Season Of Mist, ma propongono alcune variazioni alla loro traduzione dei dettami dello sludge. In effetti erano alcuni anni che non avevamo notizie dei californiani (l’ultimo album “Invernal” uscì nel 2011) e lo iato è probabilmente servito a rivedere le dinamiche del gruppo.

“Imperium Simulacra” è forse l’album più “ragionato” dei Black Cobra, non solo registrato e prodotto in maniera ineccepibile, ma anche suonato dando più risalto al bagaglio esecutivo dei due musicisti, in parte a scapito di un approccio normalmente più violento e muscolare. Non possiamo però dire che Jason e Rafael abbiano perso il loro tiro (ad esempio l’opener “Challenger Deep” mostra subito i denti con un’esecuzione veloce e sporca e di certo non è l’unico brano aggressivo), ma “Imperium Simulacra” potrà essere ricordato come il loro disco “progressivo” o tecnicamente avanzato dove la forma canzone ha molta più importanza.

Questo cambio di intenti non è affatto un male, le canzoni sono solide e lasciano intuire buone idee. Semplicemente, chi conosce la band non si aspetti un seguito di “Bestial” (2006) o di “Feather And Son” (2007), perchè il nuovo disco sviluppa e affina le intuizioni presenti su “Invernal”. Tra riff fragorosi e cangianti e una batteria tellurica, i pezzi fanno propri cambi di tempo e d’intenzione lasciando che lo sludge-core dal gusto progressivo scorra elastico e senza paletti. Le dimostrazioni di tecnica esecutiva non inficiano la musicalità della canzoni, come dimostrano le buone “Fathoms Below” e “Eye Among The Blind”, che tra rallentamenti e brusche accelerazioni, svelano il marchio di fabbrica dei Black Cobra.

L’esercizio dell’amata ultraviolenza torna in “Obsolete”, macigno di nemmeno tre minuti, ma è già smussato agli angoli dalla successiva “Dark Shine”, altro episodio più complesso e arricchito da un incipit melodico malinconico e di impatto. “Imperium Simulacra” è un “ammorbidimento” che va di pari passo con una maturazione stilistica interessante.

Black Cobra - imperium simulacra

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2016

Tracklist: 01. Challenger Deep 02. Imperium Simulacra 03. Fathoms Below 04. Eye Among The Blind 05. The Messenger 06. Obsolete 07. Dark Shine 08. Sentinel (Infinite Observer) 09. Technical Demise (Vinyl Bonus Track)
Sito Web: http://www.blackcobra.net/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login