Ringworm – Recensione: Birth Is Pain

Tutto si può dire ai Ringworm, ma non certo che non siano uno dei gruppi hardcore recentemente cimentatisi con la vecchia scuola Slayeriana con maggiore intensità. ‘Birth Is Pain’ è, dall’inizio alla fine, un esercizio di assemblaggio di stilemi fortissimamente "mosh" con liberazioni di velocità e tensione in pieno stile thrash. I break più rallentati vengono dritti dalle strade di New York e sicuramente le assi del CBGB’s hanno sentito molti gruppi simili, ma la sickness di ‘Amputee’ sembra genuina, così come il desiderio di vendetta di ‘Take Back What’s Ours’, il pezzo migliore di questi 25 minuti di furia metalcore. Senza dubbio un gruppo che non lascia intravedere possibilità di evoluzione sconvolgenti, ma nondimeno un disco più che sufficiente, tra l’altro ulteriormente indicativo della dilagante caduta della barriera di vergogna fra metal e hardcore, in scia a Darkest Hour e Shadows Fall.

Voto recensore
6
Etichetta: Victory / W&B

Anno: 2001

Tracklist: The Sickness
Take Back What's Ours
Birth Is Pain
Madness Of War
Amputee
Dollar Whore
Self-destruct
Endless Cycles
Again And Again
I Can See
Wallow

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